Leggi il settimanale

I Nas ancora al Monaldi "Cartelle incomplete"

Il legale della famiglia di Domenico: "Ci sono state troppe anomalie, ora serve trasparenza"

I Nas ancora al Monaldi "Cartelle incomplete"
00:00 00:00

Dovrebbe essere il momento del silenzio. E invece è quello della giustizia. Nè mamma Patrizia né il suo avvocato Francesco Petruzzi hanno voglia di stare zitti. Anzi, ora faranno rumore, molto rumore. Con la Fondazione a nome del piccolo Domenico, che verrà registrata questa mattina dal notaio, e con una battaglia legale che si preannuncia fin d'ora combattuta.

Fino all'altro giorno la priorità sono state la ricerca di un cuore per il bimbo, le consulenze mediche e il percorso migliore per lui. Ora l'obbiettivo è infrangere omertà, insabbiamenti e procedimenti poco trasparenti che hanno fatto da muro in questi terribili 60 giorni di agonia del bimbo di Nola.

Perché di questo stiamo parlano: "non detti" da indagare. Il primo "non detto" riguarda i ritardi con cui la direzione dell'ospedale Monaldi di Napoli ha "ammesso" il clamoroso errore del trapianto del "cuore di ghiaccio" (l'operazione è avvenuta il 23 dicembre e la verità ha cominciato ad emergere solo a fine gennaio): alla famiglia di Domenico era stato detto che l'intervento non era andato bene ma si pensava a una specie di rigetto, mai più si poteva immaginare un errore grossolano come quello del ghiaccio.

Il secondo "non detto" riguarda la documentazione clinica: ancora ieri, a poche ore dalla morte del bimbo, la direttrice Anna Iervolino non ha fornito al legale della famiglia tutta le carte richieste. "Ho sempre dichiarato che, per quanto gli errori fatti possano essere gravi, quello che ci ha sconvolto è stato il tentativo di nascondere. Poi sarà la procura decidere se si tratta di omissioni o tentativi di occultamento" commenta Petruzzi. "Dalla cartellina clinica di Domenico che ci ha inviato il Monaldi, manca ancora il diario di perfusione, ossia il tracciato della circolazione extracorporea che dimostrerebbe il momento esatto in cui al bambino è stato tolto il suo cuore, prima di impiantare quello danneggiato. Torno in procura per segnalare l'anomalia e chiedere a loro che acquisiscano questo documento, se già non l'hanno fatto". Le varie fasi sono descritte cronologicamente ma manca il minutaggio preciso, che sarebbe necessario per comprendere il succedersi degli eventi".

I ritardi in questa storia sono destinati a giocare un ruolo chiave nell'individuare le colpe: se l'ospedale avesse ammesso l'errore subito, forse il piccolo Domenico si sarebbe salvato, forse sarebbe stata possibile una consulenza due settimane prima rispetto a quella data dal Bambino Gesù di Roma.

Oggi il legale parlerà anche di questo con il procuratore aggiunto Antonio Ricci, che coordina l'inchiesta. Petruzzi depositerà inoltre la nomina dell'anatomopatologo di parte in vista dell'autopsia, che non è ancora stata fissata. E a proposito di autopsia, per evitare altre ombre, i Nas (che ieri erano ancora all'ospedale) saranno presenti all'esame per poter sequestrare il cuore trapiantato e verificare che venga conservato nel modo corretto perché rimanga intatto in vista delle analisi.

C'è poi un altro elemento che aiuterà a infrangere i silenzi: la versione del super testimone, Giuseppe Limongelli, il cardiologo responsabile del follow up al Monaldi che si è dimesso pochi giorni dopo l'intervento, effettuato dal chirurgo Guido Oppidi. "Arriverà il momento in cui parlerò" aveva detto Limongelli. Ecco, quel momento è arrivato.

Ieri sono stati

notificati i sei avvisi di garanzia per omicidio colposo e sequestrati i cellulari dei sanitari indagati. Tra questi Guido Oppido, che è stato rimosso dall'incarico solo l'altro ieri su espressa richiesta della famiglia.

Commenti
Pubblica un commento
Non sono consentiti commenti che contengano termini violenti, discriminatori o che contravvengano alle elementari regole di netiquette. Qui le norme di comportamento per esteso.
Accedi
ilGiornale.it Logo Ricarica