Dopo la bocciatura della Corte Suprema sui dazi, una nuova brutta notizia per Donald Trump arriva dai sondaggi. Mentre l'America attende il discorso del presidente sullo Stato dell'Unione, domani sera, l'ultima proiezione di Abc News, Washington Post e Ipsos rivela che il 60% dei cittadini Usa disapprova il suo operato (di cui il 47% si dichiara fortemente contrario), mentre l'approvazione è al 39%. Si tratta di un tasso di insoddisfazione che il tycoon non vedeva dai tempi dell'assalto al Campidoglio del 6 gennaio 2021. Gli argomenti su cui gli americani sono più critici della sua performance alla Casa Bianca sono l'inflazione (con una disapprovazione del 65%), la questione dei dazi (64%), le relazioni estere (62%) e la gestione dell'immigrazione (58%).
Ma se l'operato di Trump non convince, con il 64% che lo ritiene "scollegato dalle principali preoccupazioni del Paese", in quanto a fiducia le cose non vanno bene neppure per i democratici. Alla domanda su chi possa gestire meglio i principali problemi della Nazione, infatti, solo il 31% risponde indicando i dem nel Congresso, mentre il tycoon è scelto dal 33%. Un altro terzo di americani risponde "nessuna delle due parti". Se i numeri offrono sulla carta l'opportunità per l'Asinello di incassare successi alle prossime elezioni di medio termine, nella realtà il partito ha fatto pochi progressi nel convincere i cittadini statunitensi di avere idee o politiche migliori da offrire, e viene percepito come non più in sintonia con le preoccupazioni della gente comune. Trump, intanto, secondo Axios sta chiedendo ai suoi consiglieri e confidenti se gli americani preferirebbero JD Vance o Marco Rubio alla guida del ticket presidenziale repubblicano nel 2028. The Donald predilige il vicepresidente, ma nelle ultime settimane ha elogiato sia in pubblico che in privato anche il segretario di stato: "Vance-Rubio è la coppia ideale del presidente", ha spiegato un suo consigliere, "e per essere chiari, Vance è al vertice". Il sondaggio di Trump, per il sito, mostra comunque come il comandante in capo sia fortemente intenzionato a preservare la sua eredità.
E ieri ci sono stati momenti di tensione a Mar-a-Lago, la residenza in Florida di Trump, quando gli agenti del Secret Service hanno sparato e ucciso un uomo armato che era entrato "senza autorizzazione" nel club di West Palm Beach. Questo weekend il presidente si trovava a Washington, ma l'incidente è stato l'ultimo di una serie di episodi di violenza politica in un paese fortemente polarizzato. The Donald è già stato bersaglio di due complotti o tentativi di assassinio, tra cui quello del luglio 2024 in Pennsylvania, dove è stato colpito a un orecchio, mentre nel settembre dello stesso anno (a due mesi dalle elezioni) il 59enne Ryan Routh aveva pianificato di ucciderlo in un campo da golf in Florida (ed è stato condannato all'ergastolo). Nel settembre 2025, invece, l'influencer conservatore e alleato di Trump, Charlie Kirk, è stato ucciso a colpi d'arma da fuoco in un campus universitario dello Utah. Ieri, intorno alle prime ore della mattina, un uomo sui vent'anni è stato avvistato all'ingresso nord della proprietà con un fucile e una tanica di carburante, secondo quanto riferito dai Secret Service (nessuno sotto la loro protezione in quello momento si trovava nel resort).
"Le uniche parole che gli abbiamo detto sono state getta gli oggetti, ovvero la tanica di benzina e il fucile", ha fatto sapere ai giornalisti Ric Bradshaw, sceriffo della contea di Palm Beach. "A quel punto ha posato la tanica e ha alzato il fucile in posizione di tiro", ha proseguito, così un suo vice e due agenti del Secret Service gli hanno sparato.