Il gioco al rialzo del presidente americano sui dazi, dichiarati illegittimi dalla Corte Suprema ma riproposti da Trump al 10% e poi al 15%, chiama nuovamente l'Ue a dar prova di compattezza. Gli accordi commerciali siglati restano in vigore, assicura Jamieson Greer, rappresentate Usa e negoziatore sui dazi; tanto con il Vecchio continente, quanto con la Cina e gli altri Paesi. Ma vista l'incertezza, e un'America dove il meccanismo dei checks and balances lascia aperto ogni scenario, Bruxelles non esclude di mettere "in pausa" l'intesa Usa-Ue: perché, spiega l'eurodeputato tedesco Bernd Lange, capo della Commissione Commercio dell'Europarlamento e relatore per il patto, "sono cambiati i termini di quel Turnberry Agreement raggiunto il 27 luglio ed anche la base giuridica su cui è stata costruita l'intesa".
I nuovi dazi non si applicheranno a un'ampia gamma di prodotti, inclusi minerali essenziali e beni già soggetti a tariffe separate non coinvolti nella sentenza della Corte, fanno sapere da Washington. Dichiarazioni che non colgono alla sprovvista i 27. Niente reazioni di pancia né nervosismi, la linea. Ma richieste di "piena chiarezza" avanzate dalla Commissione europea: quali misure gli Stati Uniti intendono adottare dopo la sentenza? Nero su bianco, l'Ue dice che la situazione non favorisce scambi commerciali e investimenti equi, equilibrati e reciprocamente vantaggiosi, come invece concordato dalle parti nei mesi scorsi. La volontà di tenere in piedi quanto faticosamente costruito c'è: "Un accordo è un accordo - sostiene la Commissione - l'Ue si aspetta che gli Usa onorino gli impegni". Toccherà al cancelliere Merz, impegnato in queste ore a sondare la posizione dei leader Ue, volare a Washington.
Si naviga ancora a vista. Non si escludono contromosse. Dal bazooka dell'anti-coercizione non più tabù, a ritorsioni sulle big tech. Ora che i giudici (inclusi due nominati dallo stesso Trump) hanno dichiarato illegittima quell'azione, Bruxelles sente che al tycoon possa venir meno la leva negoziale più forte. L'eurodeputato Lange parla di "puro caos tariffario da parte dell'Amministrazione statunitense in cui nessuno riesce più a trovarci un senso: solo domande aperte e crescente incertezza". Lange proporrà dunque oggi all'emiciclo Ue di sospendere l'iter legislativo fin quando non si avrà una valutazione giuridica adeguata e impegni chiari dagli Usa. Il Parlamento europeo avrebbe dovuto ratificare il Turnberry Agreement. Ora chiede di chiarire se le nuove tariffe costituiscono una violazione. Il congelamento dell'iter servirà anche alla Commissione per studiare contromisure. La presidente della Bce, Lagarde, rinnova l'invito a "regole chiare" e guarda a potenziali rischi legati a esenzioni, eccezioni, aree per le quali non ci sono dazi, preannunciando "sicuramente perturbazioni nel settore".
"Concordare un'azione comune", è l'invito del ministro degli Esteri Tajani ieri a colloquio con il Commissario al Commercio efovi. "L'unità fra europei è fondamentale", sostiene il titolare della Farnesina, che parteciperà oggi alla riunione dei capi-diplomazia Ue, a cui seguirà il vertice dei ministri del Commercio del G7. Si deve imbastire l'agenda occidentale per il vertice Wto a Yaoundé, in Camerun, dal 26 al 29 marzo. Date utili per definire una strategia per ora caratterizzata dall'attesa. Cautela e responsabilità, spiegano gli sherpa. Il nuovo dazio, che aggira la bocciatura, è provvisorio: al via da domani fino al 24 luglio, ci sono 150 giorni per trattare. Sui rimborsi decideranno i tribunali, glissa il segretario Usa al Tesoro Bessent: "Potrebbero volerci settimane o mesi". Washington apre intanto al dialogo pure con la Cina.
L'incontro ad aprile tra Trump e Xi non servirà a "litigare sul commercio", assicura Greer giustificando i nuovi dazi globali con l'urgenza della situazione che richiedeva che il presidente esercitasse piena autorità. E lastricando la strada di nuove azioni a corrente alternata.