I negazionisti dell'invasione

I negazionisti dell'invasione

Per carità, non pretendiamo doti di preveggenza o sbalorditive capacità di divinazione. Ma per capire che Vladimir Putin, questa volta, stava facendo sul serio non era necessario avere conoscenze approfondite di aruspicina, l'antica arte di origine etrusca che tentava di prevedere il futuro studiando le viscere degli animali. Bastava guardare un tg. Invece c'è chi, fino alla fine, ha continuato a declassare le minacce del Cremlino a piccole bagatelle di uno zar annoiato, con una cocciutaggine che tracima nel negazionismo dell'evidenza e del buonsenso. La prima, lucidissima, centratissima e autorevolissima, analisi arriva da Alessandro Di Battista, il quale, forte di qualche viaggio in giro per il mondo e una manciata di improbabili reportage, ora si spaccia per raffinato analista di geopolitica. Il 22 febbraio, con la certezza granitica di chi frequenta i grandi del mondo, Dibba spara su Facebook la sua previsione: «La Russia non sta invadendo l'Ucraina. Poi, per carità, tutto può accadere ma credo che Putin (e non solo) tutto voglia fuorché una guerra». Esattamente l'opposto di quello che è successo. Ma il Che Guevara di Roma Nord è in buona compagnia. Il giorno dopo, il 23 febbraio, Marco Travaglio, principia il suo editoriale con un incipit fulminante: «L'altra sera, mentre tg e talk rilanciavano l'ennesima fake news americana dell'invasione russa dell'Ucraina (causa bel tempo) eravamo tutti col fiato sospeso in attesa del Verbo» (le parole di Draghi, ndr). Essì, tutti matti quelli dei tg e dei talk che si occupavano della crisi ucraina, meno male che c'è Travaglio che fa da debunker e scopre le balle che ci propalano gli americani. Chissà se ora va a dire agli ucraini che le bombe sono false? Per chiudere la rassegna minima di chi non si vuol rassegnare al fatto che la guerra c'è davvero, citiamo Piero Fassino. Celeberrimo per le sue profezie al rovescio. La più famosa risale al 2009, quando il Movimento 5 Stelle non esisteva ancora e Grillo concionava sguaiatamente di politica dai palchi di mezza Italia. Fassino, con il piglio di chi sta lanciando una sfida ed è certo della vittoria, disse: «Se Grillo vuol fare politica fondi un partito, si presenti alle elezioni e vediamo quanti voti prende». Sappiamo tutti come è andata a finire. Ecco, per amor di cronaca, registriamo che lo stesso Fassino, due sere fa a Otto e mezzo, aveva fatto il suo pronostico: «Non prevedo l'invasione, sarebbe azzardata». Se lo avessero ascoltato...

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