Per i No Vax mortalità sette volte più alta. Con Omicron 5 cresce il rischio reinfezione

Il report Iss: "L'epidemia è in una fase acuta". E il picco è vicino

Per i No Vax mortalità sette volte più alta. Con Omicron 5 cresce il rischio reinfezione

I numeri dei contagi sono in crescita e si stanno avvicinando a grandi passi al picco. Ed è vero che oltre alla quantità dei casi va considerata anche la qualità delle infezioni, largamente più blande rispetto al passato. Ma, in base al report dell'Istituto superiore di sanità, ci sono alcuni elementi da non sottovalutare: il rischio di decesso dei non vaccinati rispetto ai vaccinati è più alto di oltre sette volte e raggiunge le otto volte e mezzo sulla popolazione over 80.

Salgono il tasso di incidenza e il tasso di ospedalizzazione in tutte le fasce d'età. Nella fascia 30-39 anni si registra il più alto tasso di incidenza a 14 giorni, pari a 1.843 per 100mila abitanti, mentre nella fascia di età 0-9 anni si registra il valore più basso, 1.012 casi per 100mila abitanti. L'età media dei soggetti segnalati nelle ultime settimane è stabile e pari a 48 anni.

Continua a crescere la quota di italiani che si reinfettano: più le donne che gli uomini, più i non vaccinati che i vaccinati. Si tratta ormai più di un caso su 10 fra quelli censiti in sette giorni. «Nell'ultima settimana - si legge - la percentuale di reinfezioni sul totale dei casi segnalati risulta pari al 10,8%, in aumento rispetto alla settimana precedente (9,6%, dato con tempi di consolidamento maggiori rispetto ad altre informazioni)» spiegano gli esperti dell'Iss.

Il bollettino di ieri conta 98.044 nuovi casi e 93 morti, con un tasso di positività del 25,2%. «L'indice di trasmissibilità è 1,40, molto sopra la soglia epidemica. Questo indica un'epidemia in fase acuta, con un forte aumento dei casi - riassume, nella sua lettura settimanale, Patrizio Pezzotti, direttore del reparto di epidemiologia dell'Iss - Anche il cosiddetto Rt augmented, anche se in leggero calo, rimane sempre molto sopra l'uno, e quindi segnala comunque una fase espansiva». A spiegarlo è «L'indice Rt viene calcolato sui casi sintomatici di 2 settimane fa, (dati consolidati), mentre l'Rt augmented, che si riferisce invece ai dati della settimana scorsa, si basa su dati che possono essere ancora non consolidati per ritardi di notifica.

Per contenere l'ondata - e soprattutto limitare ricoveri, intasamento degli ospedali e casi gravi - la quarta dose di vaccino da domani verrà aperta anche gli over 60, come consigliato dall'Ema e recepito dall'agenzia del farmaco Aifa: «La quarta dose del vaccino va fatta senza riserve - è l'appello del presidente dell'Aifa Giorgio Palù - Protegge dalla malattia grave e, anche se solo parzialmente, dall'infezione. Il problema è che appena il 19% degli over 80, cui è raccomandata, l'hanno ricevuta. Percentuale bassissima, un quinto della popolazione che ne avrebbe bisogno. I più esposti alle conseguenze severe del Covid». Per spronare gli over 60 a vaccinarsi, Palù ricorda: «Dopo i 60 siamo più vulnerabili, non per niente viene raccomandata ed è offerta gratuitamente la vaccinazione antinfluenzale». E il direttore Nicola Magrini consiglia: «vaccinatevi subito, poi lo farete anche in autunno» quando arriverà il nuovo vaccino.

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