«I nostri elettori hanno capito: Marchini scelta giusta»

Il leader della Destra contro la Meloni: «È appesa alla riammissione di Fassina contro Giachetti»

Massimo Malpica

Roma Si vota solo domenica. E per Francesco Storace, leader della Destra che sostiene la corsa al Campidoglio di Alfio Marchini, la scelta dimostra la presunzione del premier. «La candidatura di Stefano Fassina è stata pensata in odio a Renzi e per mettere il bastone tra le ruote a Roberto Giachetti e al Pd», attacca l'ex ministro. «Pensare - prosegue - che dopo l'esclusione di Sinistra italiana gli elettori di Fassina si mobilitino al primo turno per spingere il candidato dem mi pare davvero fantasioso».

Eppure nonostante le voci alla fine il rischio-ponte resta.

«Di certo il ponte danneggia più chi non ha un candidato e deve comunque mobilitare il proprio elettorato rispetto a chi li ha. Avrei capito al ballottaggio, dove poteva starci il ragionamento di un compattamento delle sinistre contro il centrodestra o i grillini, ma al primo turno...».

Se è per questo, Giorgia Meloni aveva anche chiesto di riammetterlo, Fassina.

«Quello della Meloni è stato un errore. Ovvio che lei pensi che riammettendo Fassina per Giachetti sia più difficile sperare di arrivare al ballottaggio. Ma c'era un modo semplice per rendere questa ipotesi non difficile, impossibile».

Ossia?

«Se la Meloni avesse deciso di convergere sulla candidatura di Alfio Marchini come abbiamo fatto io e Guido Bertolaso, per Giachetti il ballottaggio sarebbe stato un miraggio. Senza dover chiedere di riammettere qualcuno per mera convenienza politica, come ha fatto lei sbagliando».

E intanto Matteo Salvini dichiara che in caso di ballottaggio tra Raggi e Giachetti voterebbe per i Cinque stelle.

«Che dire, rischia di incentivare gli elettori che lo seguono a votare direttamente la Raggi anche al primo turno. Certo non ha fatto un gran favore alla Meloni».

In effetti la leader di Fdi si sarebbe innervosita per l'endorsement, nonostante i distinguo di Salvini.

«Ultimamente la Meloni si innervosisce facilmente».

Anche lei è stato preso di mira su Facebook all'indomani della scelta di appoggiare Marchini.

«Sono stato sommerso da polemiche sulla mia pagina Facebook, anche se erano i soliti cento. Ora però le polemiche sono svanite. Ogni giorno incontro tanta gente, vado casa per casa - a noi le case ce le aprono perché sanno che l'argenteria resta al suo posto - e nessuno mi chiede più perché andiamo con Marchini. Evidentemente il messaggio che mai come in questo caso è questo il voto utile è passato. Semmai mi chiedono come si vota, ed è bene spiegare che non basta il simbolo ma serve anche il nome».

E c'è la preferenza di genere...

«Io consiglio di riempire la scheda in ogni suo aspetto - candidato sindaco e due preferenze di genere - per evitare manipolazioni. Meglio prevenire che curare».

A proposito di clima teso e di veleni, che ne pensa dell'aggressione al banchetto di Casapound?

«Nessuno della sinistra che conta ha condannato il gesto. Anzi, a leggere Repubblica sembrerebbe che gli aggressori siano quelli che invece sono stati aggrediti. Su certi temi l'informazione in questo Paese è criminale».

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