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"I ragazzi si nutrono di ideologie distruttive. E sono senza emozioni"

Lo psicologo David Lazzari: "Tanti stimoli, ma allarmante superficialità interiore"

"I ragazzi si nutrono di ideologie distruttive. E sono senza emozioni"
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Diciassettenni che progettano stragi, 13enni che accoltellano la prof. David Lazzari, lei che presiede l'Osservatorio Benessere psicologico e Salute, ci spiega da dove arriva questa escalation di violenza?

"Glielo spiego con una metafora. Camminiamo e cresciamo con due gambe: una cognitiva e una emotiva. Quella cognitiva è iper stimolata, bombardata di informazioni e va molto veloce. Quella emotiva ha bisogno dei suoi tempi per elaborare. È diventata quindi molto fragile per poter stare al passo dell'altra gamba".

Quindi è giusto dire che questi ragazzi agiscono con estrema superficialità?

"È cosi. Sembrano distaccati da quello che fanno. E lo sono davvero, perché sono dissociati da se stessi. Non sanno dire cosa provano: la conoscenza non può avvenire solo attraverso i dati ma deve avvenire anche attraverso le emozioni, deve essere interiorizzata e questo passaggio avviene sempre meno".

È la stessa cosa emersa dai test Invalsi.

"Apprendimento superficiale. Non viene assimilato nè interiorizzato. Il Rapporto mondiale sulla felicità pubblicato qualche giorno fa rileva che negli ultimi 15 anni il benessere psicologico dei giovani è costantemente diminuito. Questo vuol dire che sono meno in grado di di proteggersi da dipendenze e conflitti".

E anche dal fascino per gli estremismi? Penso alle chat neonaziste frequentate dal 17enne di Perugia.

"Quando l'ideologia è distruttiva e mortifera, è più facile identificarsi in essa e canalizzare la propria rabbia. Anche l'estremismo viene vissuto con superficialità e con poca consapevolezza. I ragazzi ci si avvicinano più per emulazione".

Sembra manchino modelli sani, costruttivi.

"Mancano. Servirebbero a nutrire l'anima dei ragazzi. A fine aprile, presenterò un lavoro del mio Osservatorio al Senato: tratta del gap evolutivo. È come se stessimo vivendo una fase di transizione evolutiva in cui non usiamo i nutrienti giusti. Nel fisico si manifesta con disturbi alimentari e obesità. Nell'animo si manifesta con idoli sbagliati, disagio, rabbia".

Crede sia utile il divieto dei social prima dei 14 anni?

"Guardando all'esperienza degli altri paesi, non mi sembra che i divieti abbiano funzionato molto. Piuttosto sembra interessante l'idea di un green pass tecnologico".

Come invertire la rotta?

"Dobbiamo smettere di guardare la realtà suddividendola in salute/malattia. Il disagio è uno stato più sottile e va affrontato tutti i giorni.

In famiglia e a scuola, poiché lì confluiscono tutti i malesseri. A questi ragazzi dobbiamo dare degli strumenti per affrontare la complessità della realtà: ben vengano lo psicologo a scuola, l'ora di educazione social e l'ora di affettività: aiutiamoli a parlare di emozioni".

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