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I sindacati scioperano e Hamas li ringrazia

Il messaggio-appello a portuali e ong che venerdì hanno manifestato: "Aumentate le azioni pro Pal"

I sindacati scioperano e Hamas li ringrazia
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I portuali hanno scioperato per la Palestina venerdì: un'astensione dal lavoro internazionale per un'intera giornata durante la quale sono state fermate le operazioni nei porti, soprattutto in quelli del bacino Mediterraneo. È stato uno sciopero che ha ricevuto anche il sostegno di Hamas e questo forse qualche domanda dovrebbe farla sorgere in diversi sostenitori della causa palestinese. Ovviamente, non tutti i portuali hanno preso parte allo sciopero e non tutti i porti hanno ottenuto le stesse attenzioni dai pro Pal, che da qualche tempo hanno dimostrato di avere una certa predilezione per Genova. È qui che opera il Calp, il sindacato di area radicale dei camalli al quale in questo momento storico guardano con ammirazione anche, e soprattutto, i collettivi studenteschi. L'obiettivo dello sciopero era manifestare contro il passaggio delle armi nei porti in solidarietà con la Palestina contro Israele e questo è piaciuto ad Hamas, tanto che tramite l'emittente Al Jazeera ha affermato di apprezzare le decisioni di "oltre 20" sindacati dei lavoratori portuali, "in particolare in Grecia, Italia, Turchia, Spagna e Marocco, di sospendere il lavoro per un giorno intero".

Lo slogan dello sciopero era "i portuali non lavorano per la guerra" e quel che viene contestato è il passaggio degli armamenti verso Israele attraverso i vari porti del Mediterraneo, Italia inclusa. Si tratta di una rimostranza che va avanti da qualche tempo, tanto che esistono perfino dei canali che monitorano le attività delle navi e informano sui passaggi delle stesse in Israele, dando per scontato che vengano impiegate per il trasporto di armi. Ci sono state anche numerose azioni, pressoché tutte fallite, contro cargo in transito dai porti italiani che prima erano passate per i porti dello Stato ebraico al grido di "nemmeno un chiodo per Israele". Ora lo sciopero diffuso, "prima giornata internazionale di lotta dei porti europei e mediterranei", viene rivendicato con orgoglio in un comunicato social congiunto condiviso da Usb, Calp e perfino Chris Smalls, sindacalista statunitense che negli ultimi giorni era in tour in Italia. Tra chi ha partecipato allo sciopero dei portuali, come si evince dalla foto pubblicata dallo stesso Calp, c'è stata anche la Ong tedesca dei migranti Sea Watch.

Ma Hamas nel comunicato diffuso da Al-Jazeera non si è limitato ad apprezzare l'iniziativa, perché ha fatto di più e ha chiamato una nuova azione globale: "Invitiamo i sindacati dei porti di tutto il mondo, nonché tutti i sindacati, ad ampliare le loro campagne di solidarietà con il nostro popolo palestinese, che sta affrontando una guerra genocida ancora in corso". Un appello che per il momento i movimenti italiani pro Palestina non hanno raccolto, evitando di condividerlo sui canali dai quali forniscono la maggior parte delle informazioni.

È presumibile che non verrà fatta alcuna pubblicità all'endorsement di Hamas allo sciopero dei porti del Mediterraneo e di contro non risulta che dai soliti canali ci sia stata una presa di distanza dallo statement emesso da un'organizzazione che nell'Unione europea è classificata come terroristica. E benché siano state chiamate nuove manifestazioni, non ci sono ancora date ufficiali.

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