Importante è imparare Di corsa non resta nulla

Poletti è un altro ministro che vuole gli studenti "fast and furious"

Importante è imparare  Di corsa non resta nulla

Portando alle estreme conseguenze la tesi del ministro del Lavoro Giuliano Poletti - «Prendere 110 e lode a 28 anni non serve a niente, è meglio prendere 97 a 21» - si potrebbe sostenere che è ancora meglio prendere 66 a 20, anticipando di un anno l'inserimento scolastico. E peccato che non si possa saltare del tutto il liceo, prendere una laurea in Medicina a 16 anni e entrare in sala operatoria a 17. Perché no? Meglio diventare ministro, incarico che non richiede neppure il conseguimento della laurea, a 28 anni, quando si è molto giovani e cool, che a 45 con una laurea, una specializzazione e un minimo di esperienza...

Il ministro Poletti è un altro, come Elsa Fornero la quale li bollò come choosy o Padoa Schioppa il quale li voleva cacciare da casa perché «bamboccioni», che vorrebbe i nostri ragazzi tutti fast and furious, tutti tecnologizzati, tutti inglesizzati, tutti hungry and foolish. Quelli che il lavoro lo chiamano job, e il loro guru è Steve.È vero, in Italia e nel mondo del lavoro in generale, il grande problema è il tempo. Se parti tardi nella gara della vita, rischi di perdere.

Ma uno start fulminante - lo sanno gli atleti e gli allenatori - serve a niente se non è sorretto dalla resistenza, che è figlia di un lungo allenamento, e soprattutto dalla passione, che - in tutte le cose, in particolar modo nello studio e nel lavoro - ha bisogno di tempo. Bruciare le tappe, spesso, è controproducente. Ho visto molti giovani manager e rampanti direttori rimpiangere, una volta «arrivati», la laurea che non hanno mai preso o il corso che non hanno mai frequentato o la lettura del libro che hanno solo sfogliato.Sì, forse una lode presa a quasi 30 anni è poco spendibile. Ma un professore di Latino o un ingegnere navale a 22 anni è poco credibile.

«Noi in Italia abbiamo in testa il voto, non serve a niente», dice il ministro. Ma siamo sicuri che un impiego immediato con la testa vuota serva di più?L'università non insegna (solo) nozioni né (solo) competenze «generali». Per queste cose, è vero, serve poco tempo, e sprecarlo è stupido. L'università semmai insegna un metodo e un sguardo «particolare» sulle cose della vita. Per le quali (senza eccedere...) i tempi lunghi, rispetto alla fragilità dell'immediatezza, sono una garanzia per il futuro.

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