Un incontro diplomatico di routine, secondo il governo. Un segnale politico da chiarire, secondo le opposizioni. Il faccia a faccia tra il viceministro degli Esteri Edmondo Cirielli e l'ambasciatore russo in Italia Aleksej Paramonov, risalente a diversi mesi fa, accende lo scontro politico e riporta al centro il delicato equilibrio dei rapporti con Mosca.
Fonti governative sottolineano che "non si può chiudere la diplomazia se si vuole la pace, i contatti vanno mantenuti", anche se qualcuno fa presente che forse si poteva mantenere un atteggiamento di maggiore prudenza senza il coinvolgimento di un viceministro. E anche Giorgia Meloni - che del sostegno a Kiev ha fatto una sua bandiera - avrebbe preferito evitare di fornire qualsiasi pretesto per alimentare polemiche o seminare dubbi sulla linea italiana.
A provare a raffreddare il clima è il ministro degli Esteri Antonio Tajani, a Bruxelles per il Consiglio Esteri dell'Ue. Per il titolare della Farnesina si tratta di una "polemica inutile", dal momento che l'incontro rientra nelle normali prerogative diplomatiche. "Il viceministro ha ricevuto un ambasciatore accreditato. Non abbiamo rotto le relazioni diplomatiche con la Federazione Russa, il colloquio si è svolto alla luce del sole proprio al ministero degli Esteri e alla presenza di funzionari della Farnesina". "La nostra posizione resta la stessa: sostegno all'Ucraina e sanzioni alla Russia", ha ribadito, ricordando anche che l'Italia mantiene una rappresentanza diplomatica a Mosca e che numerose imprese italiane operano ancora nel Paese nel rispetto delle sanzioni.
Una versione che lo stesso Cirielli ha difeso con decisione. Il viceministro ha definito "strumentale" la polemica sollevata dalle opposizioni, respingendo l'idea di un'iniziativa personale o di una diplomazia parallela. "Non prendo queste iniziative da solo, ho agito a nome del governo. È normale che i viceministri incontrino ambasciatori regolarmente accreditati, anche quando i rapporti sono tesi", ha aggiunto, precisando che al colloquio erano presenti anche due diplomatici del ministero che hanno redatto un resoconto formale.
Le opposizioni però fanno il loro gioco e chiedono che Cirielli riferisca in Aula per chiarire. Il senatore di Italia Viva Enrico Borghi ha annunciato un'interrogazione parlamentare. Ancora più netta la posizione del Partito democratico. Il senatore Filippo Sensi ha invocato le dimissioni del viceministro, Elly Schlein chiede di conoscere cosa sia stato detto durante l'incontro. La maggioranza comunque argina la polemica.
E anche il vicepremier Matteo Salvini, da sempre più aperto allariaperftiura di un canale di dialogo più forte con Mosca minimizza. L'Italia "non è in guerra con la Russia" e un incontro con l'ambasciatore rientra nelle normali attività diplomatiche.