Lame, coltelli e armi improprie ritrovate dalle forze dell'ordine in tre scuole. E la Cgil è "preoccupata" e sgomenta. Sì, sgomenta è l'aggettivo che usa il sindacato guidato da Maurizio Landini per commentare la vicenda accaduta a Pavia (ma che probabilmente non riguarda solo la cittadina lombarda).
Quest'ansia del sindacato di sinistra non è però rivolta alla presenza e alla circolazione di armi tra i giovanissimi, magari dopo i recenti e inquietanti fatti di cronaca nera, ultimo e più grave dei quali a La Spezia.
Niente affatto: la Cgil pavese e la sua costola del mondo scolastico e universitario, la Flc, sono preoccupati e sgomenti per la "intrusione" degli agenti a scuola, per "l'atteggiamento inquisitorio" che il "blitz" segnala, per la presunta "militarizzazione delle scuole". E manifestano "vicinanza agli studenti". A suo modo è un capolavoro, il comunicato diffuso ieri dal sindacato e condiviso in rete. Un capolavoro di ottusità ideologica e distacco dalla realtà.
Ieri intanto, a Varese, un giovane è rimasto ferito a un dito mentre, con un compagno, stava giocando con un coltello a scuola. Mentre erano nei bagni della scuola, durante l'intervallo, i due avrebbero iniziato a usare per "sfida" un coltello a farfalla con una lama di 4 centimetri. Il primo, 14 anni, è rimasto ferito lievemente, mentre l'altro, quello che aveva portato il coltellino, è stato accompagnato dalla madre in questura. E il dirigente scolastico ha annunciato pesanti conseguenze.
Ma i casi non sono pochi, non sono circoscritti. Il problema della violenza è sempre più impellente e diffuso. Così, mentre i genitori di tutta Italia sono allarmati per l'innalzarsi del tasso di violenza negli istituti scolastici, non solo alle "superiori", mentre è ancora viva l'emozione per la tragica uccisione, a La Spezia, di un ragazzo che è stato accoltellato in classe durante l'orario di lezione, la Cgil si preoccupa se le forze dell'ordine fanno i controlli, come a Pavia. "Come confederazione generale e come categoria protesta - non possiamo che manifestare la nostra preoccupazione e il nostro sgomento per una simile condotta, sia politica, che operativa. Un atteggiamento inquisitorio nei confronti degli studenti da un lato, screditante verso il personale della scuola dall'altro".
Cgil Pavia e Flc-Cgil Pavia esprimono addirittura la propria vicinanza agli alunni e alle alunne delle scuole oggetto della "intrusione", oltre che al personale scolastico, e colgono l'occasione per ribadire che il solo modo di intervenire sulle problematiche giovanili è investire nell'istruzione. Ma cosa propone il sindacato della sinistra? "Le giovani generazioni - premessa - richiedono attenzione e manifestano il proprio disagio. Compito delle istituzioni avverte la Cgil - è raccoglierlo attraverso l'ascolto e il confronto", operando "affinché la scuola non sia luogo di competizione e, di conseguenza, non crei vincitori e vinti tra ragazze e ragazzi, di fatto generando e mantenendo situazioni di disuguaglianza".
Eccolo, il tarlo ideologico: la violenza garantisce il sindacato dipende dalla diseguaglianza e dalla competizione. "Queste, sono le condizioni da cui scaturisce la violenza come espressione di difficoltà e tentativo di colmare un vuoto che i giovani, affacciandosi alla vita, non sanno ancora affrontare".
Per la sinistra "sociologica" a quanto pare, le famiglie dovrebbero rigettare "l'intrusione" della Polizia e dei Carabinieri, restare inerti di fronte alla
proliferazione di armi a scuola, o studiare non meglio precisate "soluzioni più utili" e "meno sensazionalistiche", e intanto aspettare un mitico mondo senza diseguaglianze, e quindi senza violenza. Ma non l'avevamo già sentita?