Infezione misteriosa: Luca, ucciso a 24 anni dopo il viaggio col Papa

Era in Portogallo per la messa di Bergoglio I sintomi, poi la morte al rientro in Italia

Infezione misteriosa: Luca, ucciso a 24 anni dopo il viaggio col Papa
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Aveva appena compiuto un viaggio di fede e di condivisione col gruppo dell'oratorio di cui faceva parte. Lo aveva fortemente voluto quel viaggio in Portogallo in occasione della Giornata Mondiale della Gioventù, conclusasi a Lisbona alla presenza di papa Francesco. Solo una settimana dopo quel percorso spirituale il 24enne varesino Luca Re Sartù, perito meccanico, è morto per un arresto cardiaco fulminante in circostanze misteriose. E le lancette per poter ricostruire l'accaduto sono subito tornate indietro al primo agosto, giorno in cui il giovane parte dalla cittadina del Varesotto Marnate insieme ad altri sette ragazzi alla volta del Paese lusitano.

Tutto sembrare filare liscio: sorrisi, giochi, divertimento, aggregazione e preghiera contraddistinguono quei giorni. Luca si diverte come centinaia di migliaia di giovani presenti e si comporta normalmente, come conferma chi ha avuto modo di incontrarlo nei giorni del raduno mondiale. «Abbiamo conosciuto Luca insieme ad altri ragazzi dell'oratorio San Luigi di Marnate e abbiamo condiviso insieme diversi momenti, stava bene, sembrava normale», raccontano alcuni giovanissimi partecipanti lombardi alla Gmg. Qualcosa cambia dopo il 6 agosto: Bergoglio celebra la messa finale davanti a una platea di un milione e mezzo di ragazzi da ogni parte del globo, il giorno successivo Luca e gli altri ragazzi di Marnate si spostano in campeggio sull'Oceano Atlantico, per trascorrere alcuni giorni di vacanza prima di rientrare in Italia. È qui che il 24enne accusa i primi sintomi di malessere, accompagnati da febbre. Viene curato dai medici portoghesi, che diagnosticano stanchezza e fattori legati al cambio di temperatura fra giorno e notte. Il ragazzo, che pratica sport e ha un fisico atletico, sembra superare i problemi di salute e riesce a rientrare in Italia, ma la sera del 9 agosto riaffiorano i disturbi. Gli amici lo conducono in pronto soccorso, dove il quadro clinico appare subito grave ai medici: poche ore dopo Luca viene ricoverato al San Gerardo di Monza, ma la situazione è ormai compromessa. Il giovane perito va in arresto cardiaco venerdì pomeriggio e, nonostante i tentativi di rianimazione, non si riprende più.

Nel caos della disperazione comincia però a emergere un primo elemento sulla causa del decesso: un batterio. Dai primi accertamenti, secondo quanto riportato dal padre, parrebbe aver contratto un'infezione da stafilococco. Ma l'ipotesi è tutta da confermare: per questo i medici hanno disposto per domani l'accertamento diagnostico sul corpo, un esame autoptico fuori dalle strade giudiziarie che serve a definire la causa di morte in casi specifici legati ad appurare il quadro clinico e non ad accertare responsabilità. Amica di famiglia e presente in ospedale con i genitori di Luca al capezzale, la sindaca di Marnate Maria Elisabetta Galli fa appello al buon senso in queste ore: «È stata una cosa terribile. Capisco la voglia di stare vicino alla famiglia, ma chiedo a tutti i cittadini, in questo momento terribile, di farlo col silenzio e la compostezza che una vicenda come questa merita».

Ieri, però, è stata la giornata del cordoglio e dello choc in tutta Marnate, la piccola cittadina nella quale Luca e tutta la sua famiglia erano molto conosciuti.

Sulle piazze virtuali della provincia di Varese si susseguono messaggi e ricordi: come quello del parroco don Alberto Dell'Acqua, dalla missione in Africa, che dedica queste parole a Luca Re Sartù: «Da dove sei ora, vedi sicuramente meglio e più in profondità del nostro dolore. Sostieni chi ora soffre di più e chi ha condiviso con te la Gmg a Lisbona».

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