Ricordate che quando cominciò l'invasione russa dell'Ucraina? Subito dalle nostre parti partì subito una campagna indignata, non per il delitto di invasione di uno Stato sovrano (ma perché non si aveva notizia del segreto lavoro delle "feluche", ovvero dei diplomatici che nel silenzio contrattano, smussano con faccia impassibile, rilanciano e champagne! rimettono in equilibrio la pace universale. Sono bastati pochi giorni per constatare che la diplomazia dei bei tempi andati non esiste più perché tutti i protagonisti si insultano finché una delle due parti non soccombe sul campo di battaglia, anche la diplomazia soccombe. Oggi si vede la novità: siamo passati dai missili a lungo raggio alle pernacchie, all'uso massiccio dei messaggi manipolati e insultanti esattamente come accade in tutto il web, con la differenza che in Russia il web è controllato dal governo e non c'è diritto di replica. In questo contesto un uomo di stazza sovietica, l'ormai noto compositore di villanie puerili, Vladimir Solovyev, ha recitato sul suo canale di internet. Finalmente (già sapete tutto da ieri sera) la diplomazia italiana ruggisce e convoca alla Farnesina l'ambasciatore russo il quale con diplomatica faccia da schiaffi, non soltanto non si scusa, ma fa il bullo, mentre intanto da Mosca Solovyiev riprende la sua giaculatoria da pagliaccio televisivo usando un italiano di sua invenzione per parolacce immaginifiche che cospargono di ridicolo lui e anche il suo Paese che ha sulle spalle una storia letteraria illustrissima anche nel campo dell'invettiva e dell'insulto. Morale: oggi fa titolo su tutti i giornali l'eloquio di un obeso infante al quale nessuno da tempo cambia con il pannolino.
I nostri comici se avessero voglia di rinnovarsi potrebbero creare in televisione e sui blog il nuovo genere: umorismo e diplomazia russe durante una guerra che è anche la macina per un milione di morti che forse a Mosca fa sbellicare dalle risa.