Calma e sangue freddo. Il risultato del referendum è stato una botta per Giorgia Meloni. Ha vinto tutte le elezioni da quando è arrivata a Palazzo Chigi mentre è stata sconfitta sulla più grande riforma che avrebbe reso storica questa legislatura: bel paradosso. Ci sono comunque segnali interessanti che si possono cogliere anche nella sconfitta. Il primo, lo ha fornito Tecnè, analizzando il risultato a seconda dell'occupazione degli elettori. L'unico cluster in cui prevale il Si è quello dei lavoratori autonomi. Secondo segnale: le tre regioni in cui è prevalso il Sì, sono Lombardia, Friuli Venezia Giulia e Veneto. La somma dei Pil di questa area, vale da sola più di un terzo di tutto il Pil nazionale. Terzo segnale. Il No è stato schiacciante in Calabria. Come in tutto il sud. Ma con una bella differenza: solo pochi mesi fa il suo presidente, di centro destra, Roberto Occhiuto si era dimesso per un avviso di garanzia. Occhiuto aveva sfidato la Procura, ma soprattutto quel mondo grigio del sussurro giustizialista, chiamando elezioni anticipate. Stravinte. Bel segnale sulla primazia della politica sul sospetto giudiziario. Tre segnali deboli nel contesto di una debacle elettorale, ma che dovrebbero dire molto all'attuale maggioranza. C'è un pezzo di paese che ancora segue l'onda del centrodestra e chiede di essere liberato dalla gabbia della burocrazia. È il pezzo di paese meno coccolato e vissuto dalla nuova destra al governo. Troppo romanocentrica. Cosa è mancato, quindi? Si potrebbe usare la celebre e rozza frase di Rino Formica: sangue e merda, la politica come scontro feroce e contaminazione. C'è ancora qualcuno, anzi direi la maggior parte egli analisti, che ritiene che la Meloni abbia perso il referendum per le frasi della Bartolozzi (ex capo di Gabinetto di Nordio). Stupidaggine. Il fronte del No, che dal primo momento aveva compreso la lezione di Formica, ha diffuso balle gigantesche e volgari.
Con tutto il rispetto per lo straordinario Barbera, per il coltissimo Cassese, ma qualcuno veramente crede che i loro corretti e onesti ragionamenti avrebbero mai potuto convincere il popolo del "genocidio a Gaza"? Sono indispensabili per una campagna elettorale, ma serve anche la "merda".