Mauro Corona, 75 anni, lo conosciamo tutti, perché è un personaggio televisivo ospite fisso a Carta Bianca dove da anni fa coppia con Bianca Berlinguer. È un alpinista, la montagna è la sua casa, ma è anche uno scrittore, un intellettuale libero e sui generis.
Mauro, lei oggi vede una politica più debole o più arrogante?
"Entrambe le cose, la politica è arrogante, ma l'arroganza fa diventare deboli".
Cosa le fa più paura: la povertà, la rabbia o l'indifferenza?
"Io guardo verso gli umili e gli ultimi, quindi mi fa paura la povertà. Non per me - ovviamente - ma per i poveri veri. Temo molto anche la violenza, soprattutto quella che vedo negli adolescenti, la rabbia che emerge dai loro atteggiamenti che praticano senza controllo. Penso al ragazzo ucciso pochi giorni fa da quelli che Primo Levi definiva I mostruosi killer bambini".
La sinistra ha perso il rapporto con il popolo?
"Dico di sì perché me ne accorgo: ma se di me non ci si può fidare perché sono improvvido a me stesso - come mi ha definito Claudio Magris -, prendo in prestito le parole dello scrittore israeliano Abraham Yehoshua: la sinistra non viene più votata perché ha perso il popolo".
Una parte dell'elettorato popolare si è spostata a destra: perché è successo?
"Perché dai e dai... Prometti e non fai... Mi sento di sinistra, ma anche io avrei l'idea di mandarli tutti a quel paese. Mi pare logico che gli elettori abbiano provato da altre parti, sperando di avere considerazione, voce, una paga dignitosa. È già successo con Berlusconi. Però le promesse vanno mantenute, conosco molta gente di destra non soddisfatta del governo di destra. Chi non ha il necessario, chi si sente tradito, non può che cambiare. Vedrete Vannacci quanti voti prenderà".
La sinistra le sembra troppo moralista?
"No, ma è autoreferenziale: parlano tra loro, di loro, si sposano tra loro, vanno a cena tra loro. E poi dicono male di tutto il resto dell'umanità, come se fossero gli unici detentori del sapere. Sono una sorta di aristocrazia: aristocrazia dell'enfasi".
C'è un politico di destra che stima davvero?
"Gianfranco Fini, assolutamente".
Cosa rimprovera a Elly Schlein?
"Le rimprovero che non è mai andata a elemosina per sopravvivere. Solo se hai coscienza della povertà puoi aiutare chi ha meno o non ha".
Riconosce un merito a Giorgia Meloni?
"Meloni ha meriti, ha coraggio e saprebbe cosa fare, ma devo dire che la sua squadra di governo potrebbe essere molto migliore. Se posso rimproverarle qualcosa, dovrebbe evitare il piglio barricadero, la invito alla dolcezza, a praticare dolcezza che è figlia dell'umiltà. Il filosofo austriaco Rudolf Steiner diceva che prima di affrontare ogni cosa chiunque dovrebbe accertarsi che il proprio animo sia rivolto alla dolcezza".
La montagna insegna più della politica?
"La montagna dice alla politica due cose: la prima è che dalla cima non si va da nessuna parte, ma è solo possibile scendere. La seconda è che tu non devi guardare le cime, altrimenti non parti, paralizzato dalla paura. La politica dovrebbe risolvere un metro alla volta, un problema alla volta, e poi arriva in cima".
Si sente più anarchico, conservatore o semplicemente libero?
"Semplicemente libero, la mia natura è anarchica. La libertà strizza l'occhio all'anarchia".
Oggi per fare carriera politica conta più avere idee o follower?
"Di follower ne ho un milione anche io, potrei andare a fare politica. Però i follower sarebbero utili se ti aiutassero a diventare un buon politico".
Oggi chi urla di più prende più voti: è diventata questa la democrazia?
"C'è un libro, La democrazia come violenza, scritto da Anonimo Ateniese e con una bellissima prefazione di Luciano Canfora che spiega le nefandezze fatte in nome della democrazia: con la democrazia si lavano tutti la bocca ma può diventare dittatura soffice e tuttavia terribile. Tutti i politici dovrebbero avere questo libro sul comodino".
Siamo diventati un Paese più cattivo?
"Sì, ci siamo incattiviti perché invidiamo, perché non abbiamo quello che abbiamo visto che hanno i ricchi. I social ci hanno reso più consapevoli ma anche più invidiosi. Prima a Erto c'erano due auto, quella del medico e quella del tassista, cosa avremmo dovuto invidiare? Dovremmo tutti tornare ad essere quello che siamo, non guardare gli altri. Walt Whitman, il poeta, diceva che per essere felici basterebbe tornare a stare nella natura e seguire i suoi ritmi. Forse la formula per essere migliori è facile: accontentarsi di quello che abbiamo".
Nei talk show vede confronto vero o soltanto tifoserie?
"Qualche confronto vero, ma la maggior parte è tifoseria".
Se lei fosse in Parlamento quanto resisterebbe prima di andarsene?
"Potrei resistere per tutta la legislatura se diventassi opportunista. Altrimenti un giorno o due".
Se dovesse
descrivere la politica italiana con una sola immagine di montagna, quale sceglierebbe?"Vaja, la tempesta che 6 anni fa rase al suolo ettari di bosco. Oggi la politica è come Vaja: sta radendo al suolo gli alberi umani".