L'abbraccio con Emmanuel Macron all'arrivo all'Eliseo, l'affettuoso saluto finale del presidente francese a Giorgia Meloni prima che salga sull'Alfa Stelvio per lasciare il Palazzo; le dichiarazioni complementari alla stampa dei 4 leader europei, dove la premier interviene prima del cancelliere tedesco Merz. E non solo per una questione di galanteria. È l'istantanea di un'Europa diversa, quella intessuta ieri all'Eliseo. Con Londra che pur essendo tuttora extra Ue si stringe attorno al Vecchio continente e co-presiede assieme a Parigi la Conferenza sulla navigazione marittima di Hormuz. E le altre due medie potenze, Roma e Berlino, che scelgono di sedersi allo stesso tavolo con loro per interloquire col mondo per ora senza Stati Uniti per una causa comune: immaginare una soluzione che consenta un presidio anche militare dello Stretto. E non più da soli, a Bruxelles, con un'Europa isolata dai tavoli diplomatici e dalle trattative che contano; unicamente sotto il segno di una Commissione europea che sul fronte diplomatico ed energetico si attarda, restando spettatrice anche di fronte all'ennesima crisi. Ma davvero protagonista: tanto che col "tavolo" animato ieri dagli E4 Italia, Francia, Regno Unito e Germania si collegano una quarantina tra capi di Stato e di governo e vari delegati da ogni parte del globo. Ci sono anche Cina e India, in video con due ministri, la presidente del "governo" continentale Von der Leyen, l'Organizzazione internazionale marittima col segretario generale Velasco e Zelensky.
Il risultato è più d'uno. È la cornice di una futura missione "puramente difensiva", sottolinea Macron, per scortare le navi. A guerra chiusa o con almeno una tregua sigillata. Per il padrone di casa, l'apertura iraniana di ieri è "incoraggiante" ma ne serve una incondizionata. No a tentativi di privatizzare lo Stretto e No a pedaggi, è il coro E4. Italia pronta a fare la sua parte, annuncia Meloni. La riapertura di Hormuz è "parte di qualsiasi serio progetto di negoziato per la crisi in Medio Oriente", sostiene la premier spiegando che Roma può mettere a disposizione proprie unità navali solo a cessate ostilità e fermo restando un passaggio parlamentare che dia luce verde. Stessa linea dal cancelliere Merz, che aggiunge uno scalino: senza mandato Onu, la Germania non si muoverà, lascia intendere rimarcando come gli E4 siano d'accordo sul fatto che l'Iran deve cessare il programma nucleare e non attaccare Israele. Berlino continuerà comunque a partecipare alla pianificazione militare dei "Volenterosi" auspicando la partecipazione degli Usa.
Meloni non cita più il "cappello" Nazioni Unite come precondizione. D'altronde l'ipotesi ha già un formato amplissimo: Paesi da Europa, Asia, Golfo, Oceania, America del Sud. Parigi e Londra hanno già iniziato a coordinarsi e guideranno la missione: "Neutrale, separata da ogni belligerante, una dozzina di Paesi hanno già promesso di contribuire", aggiunge il premier britannico. "Sarà pacifica, per assicurare il traffico, sostenere lo sminamento e far ripartire i flussi energetici e commerciali", insiste Starmer. Stabilità e pace. Ridurre i prezzi di Petrolio e Gnl. "Iniziativa estremamente importante", per Meloni. Pragmatismo comune e un colpo di spugna sulle frizioni Meloni-Macron. Le polemiche dopo la morte dell'attivista 23enne Quentin Deranque, a Lione il 14 febbraio, videro la premier denunciare un clima di odio ideologico in Europa, e il presidente francese replicare che avrebbe dovuto smettere di commentare ciò che accade altrove. Un ricordo sbiadito.
L'inquilino dell'Eliseo ieri ha voluto Meloni in presenza, ringraziandola pubblicamente, ignorando invece il socialista Sánchez. Spagna rappresentata solo a livello di ministri e delegati. Come Arabia Saudita, Malesia, Slovenia, Somalia, Thailandia, Turchia e Vietnam. La prossima settimana nuovo vertice a Northwood, a nord-ovest di Londra.