Israele, nuovi scontri nella Spianata

Sassi, pietre e molotov sugli agenti. Hamas: "Lotta fino alla liberazione di Al Aqsa"

Israele, nuovi scontri nella Spianata

Dalla notte di giovedì fino al pomeriggio di ieri alla Spianata delle Moschee, Monte del Tempio per gli ebrei, una folla di palestinesi ha festeggiato con fuochi d'artificio il cessate il fuoco a Gaza ed ha inneggiato alle Brigate Ezzedin al-Qassam, ala militare di Hamas. Le celebrazioni si sono estese a tutti i territori, un convoglio di 150 auto è passato davanti alla Tomba di Rachele a Betlemme.

Ma la gioia per quella che consideravano una «vittoria» negli undici giorni di battaglia a Gaza e oltre, si è trasformata presto in violenza, con scontri davanti alla moschea di Al-Aqsa. Le forze di sicurezza israeliane hanno disperso la folla con lacrimogeni, granate assordanti e alla fine anche pallottole di gomma. I disordini hanno poi coinvolto tutta Gerusalemme. Centinaia di rivoltosi sventolando bandiere di Hamas è passata per il quartiere di Jabal Mukaber e la manifestazione si è trasformata in uno scontro violento: sono state infatti lanciate pietre, molotov e petardi agli agenti. Due sospetti protagonisti degli incidenti sono stati presi in custodia, altri quattro sono stati arrestati per possesso di armi d'assalto. «Lotta fino alla liberazione di Al Aqsa» hanno dichiarato i leader di Hamas.

Il senso di orgoglio e soddisfazione fra i palestinesi era però incontenibile. Fuochi d'artificio, canti e sfilate per le strade di Gaza e in tutta la Cisgiordania sono dilagati sui social media, accompagnati dall'hashtag #Palestine_Victorious. Ma il più soddisfatto di tutti era Hamas, il movimento estremista islamico padrone della Striscia dal 2007. I suoi leader hanno rivendicato la «vittoria» nella quarta guerra aperta in quattordici anni. Il leader politico Ismail Haniyeh ha ringraziato i Paesi arabi musulmani per l'aiuto, l'Egitto, che ha mediato la tregua e inviato medicinali e carburante, ma anche l'Iran che ha fornito «armi e tecnologia».

Un alto responsabile del movimento ha inoltre promesso di «ricostruire» le case distrutte dagli attacchi israeliani. Nel sud di Israele invece la vita sta gradualmente tornando alla normalità. Il numero aggiornato dei palestinesi morti a Gaza nei bombardamenti degli ultimi giorni nella Striscia è salito a 243, secondo il ministero della Sanità di Hamas. In questo bilancio sono inclusi 66 bambini e 39 donne. I feriti sono 1910: 12 gli israeliani uccisi.

É arrivata poi anche l'attesa dichiarazione del premier Benjamin Netanyahu: «Il nostro obiettivo era riportare calma e sicurezza ai cittadini di Israele e questo abbiamo fatto. Abbiamo inferto ad Hamas il massimo dei danni» ha sottolineato. «Con 11 giorni di guerra - ha spiegato - sono state cambiate le regole del gioco e lo si è fatto anche per il futuro». «Se Hamas pensa che accetteremo lancio sporadico di razzi, si sbaglia. Ciò che è valso per il passato non varrà per il futuro». Netanyahu ha quindi ringraziato Biden per «l'appoggio dato al diritto di difendersi di Israele». Mentre il centrista Yair Lapid ha attaccato Netanyahu per la gestione del conflitto con Gaza. «I cittadini israeliani - ha twittato - e soprattutto le comunità al confine con Gaza hanno sofferto per il pesante lancio di razzi e non hanno ottenuto risultato». «I fallimenti di Netanyahu - ha aggiunto - si estendono dal Monte Meron a Gaza, al Monte del Tempio a Lod. É tempo per lui di andare via». Poi è intervenuto anche il segretario di Stato americano Antony Blinken che si recherà in Medio Oriente nei prossimi giorni e incontrerà le parti per «lavorare insieme per costruire un futuro migliore per israeliani e palestinesi» ha spiegato il dipartimento Usa.

Commenti