Istat choc: Pil a picco dell'8,3%. E nel dl Rilancio M5S copia Fi

Ok agli aiuti alle professioni, arrivano i contributi a fondo perduto alle partite Iva. È allarme spesa più cara

«Con il dl Rilancio abbiamo previsto l'erogazione di un contributo a fondo perduto, nella misura di mille euro per le persone fisiche e di 2mila euro per i soggetti diversi dalle persone fisiche, a favore degli esercenti attività d'impresa e di lavoro autonomo e di reddito agrario, titolari di partita Iva con ricavi non superiori a 5 milioni di euro». Il sottosegretario all'Economia, Alessio Villarosa, ieri ha celebrato l'approvazione dell'emendamento. Senza, però, evidenziare che Forza Italia da settimane si batteva per un'analoga proposta di modifica. Peggio è andata a Fdi con Giorgia Meloni che s'è lamentata per la bocciatura di un emendamento per il dimezzamento dei contributi previdenziali alle imprese che non licenzieranno.

Tra le proposte di modifica approvate ieri si segnalano anche i 40 milioni per le scuole dell'infanzia dei Comuni in dissesto i pre-dissesto e prevede una marcata contrazione del Pil nel 2020 (-8,3%) e una ripresa parziale nel 2021 (+4,6%). I relatori, invece, stanno lavorando per estendere l'ecobonus al 110% anche alle seconde case unifamiliari, e a un emendamento che rilanci gli ostelli della gioventù e le ville unifamiliari. Forza Italia ha portato a casa poi un'altra piccola vittoria: 30 milioni per un credito d'imposta al 30% sulle spese di partecipazione alle fiere all'estero, poi annullate causa Covid. I lavori della Commissione si concluderanno oggi, ma c'è ancora stallo sul recepimento del dl Cassa integrazione nel vasto articolato del dl Rilancio.

Intanto, arrivano pessimi segnali dall'Istat. L'istituto di statistica ieri ha certificato il persistere della deflazione a giugno (-0,2% la variazione tendenziale dei prezzi) ma con un generalizzato rincaro del carrello della spesa (+2,3%) che, secondo le associazioni dei consumatori comporterà un aumento di spesa di 195 euro a famiglia. Il presidente dell'Istat, Gian Carlo Blangiardo ha tratteggiato uno scenario post-Covid poco incoraggiante. «Si prevede una marcata contrazione del Pil nel 2020 (-8,3%) e una ripresa parziale nel 2021 (+4,6%)», ha detto in audizione alla Camera aggiungendo che quest'anno «la caduta del Pil sarà determinata prevalentemente dalla domanda interna (-7,2%) condizionata dalla caduta dei consumi delle famiglie (-8,7%) e dal crollo degli investimenti (-12,5%)». L'occupazione subirà una brusca riduzione nel 2020 (-9,3%).

Ma la crisi ormai evidente avrà un altro effetto negativo: il crollo ulteriore della natalità nel 2021. «Immaginiamo cosa potrebbe succedere in un Paese che ha 435mila nati nel 2019, minimo assoluto in oltre 150 anni di vita nazionale. Immaginiamo che i bambini teoricamente concepiti a marzo e che dovranno nascere a dicembre, saranno probabilmente meno, ma così anche quelli di gennaio, febbraio, marzo, aprile del 2021». A pesare, ha spiegato il presidente dell'Istat, sono la paura, l'incertezza, le difficoltà economiche. Le giovani coppie di fronte a questi scenari, se anche hanno intenzione di avere figli, potrebbero rinunciare».

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