Sbarchi su del 30%: bomba migranti sulle spiagge italiane

Trend sempre più in aumento e preoccupa in prospettiva la potenziale crisi alimentare causata dalla guerra in Ucraina

Sbarchi su del 30%: bomba migranti sulle spiagge italiane

Vero che i numeri non sono quelli “record” degli anni più bui della crisi migratoria, ma il trend sta continuando a salire e rispetto al 2021 in Italia gli sbarchi dei migranti sono aumentati del 30%. Una situazione che ha spinto lo stesso presidente del consiglio Mario Draghi a dire, nei giorni scorsi durante una visita ad Ankara, che anche per l'Italia “esistono dei limiti”.

Nella prima decade di luglio si è sforata quota 30.000. In particolare, dal primo gennaio a oggi, secondo i dati del Viminale, sono arrivati nel nostro Paese 30.866 migranti. Buona parte dei quali sbarcati lungo le nostre coste. L'emergenza all'interno dell'hotspot di Lampedusa, parzialmente risolta con l'arrivo della nave militare San Marco che ha trasferito sulla terraferma le persone lì ospitate, ha rappresentato un ulteriore campanello d'allarme.

Nello stesso periodo del 2021, gli ingressi irregolari si erano fermati a 22.728. Un numero già in aumento rispetto al 2020, quando erano arrivate 7.554 persone, e al 2019, anno in cui fino al 10 luglio erano sbarcati poco meno di 3.000 migranti.

Nulla a che vedere, come ha sottolineato l'Oim, l'agenzia delle Nazioni Unite che si occupa di migranti, con le cifre del biennio 2016-2107, quando a luglio si contavano già circa 90.000 persone sbarcate. Ma comunque il trend appare proiettato verso l'alto. E in questo periodo, contrassegnato da inflazione, crisi post Covid e dalla necessità di non sforare certi livelli di spesa pubblica, ogni ingresso in più per l'Italia rappresenta potenzialmente un autentico salasso.

Aumentano gli arrivi dall'Afghanistan

Nelle ultime settimane più volte si è parlato della crisi alimentare causata dalla guerra in Ucraina come spinta al nuovo incremento di sbarchi. In realtà la crisi in questione è ancora “potenziale”. Se nei prossimi mesi i silos ucraini resteranno pieni e non dovesse essere possibile esportare il grano, potrebbero esserci fenomeni di destabilizzazione di molti Paesi in medio oriente con conseguente aumento del flusso migratorio.

Al momento per l'appunto questo scenario rappresenta un'eventualità, non la causa dell'attuale trend relativo agli sbarchi. In realtà l'Italia sta subendo, a distanza di mesi, l'onda lunga di quanto accaduto lo scorso anno in Afghanistan.

L'arrivo dei talebani a Kabul nell'agosto 2021 ha generato un flusso migratorio di cittadini afghani verso l'Europa. In tanti hanno attraversato l'Iran e la Turchia nei mesi invernali, per poi proiettarsi verso le coste del Mediterraneo non appena sopraggiunta l'estate.

A certificarlo sono ancora una volta i numeri del Viminale. L'anno scorso gli sbarchi di afghani rappresentavano una percentuale trascurabile, quest'anno invece dal primo gennaio a oggi sono già 3.291 i cittadini provenienti dal Paese asiatico sbarcati in Italia, pari all'11% del totale.

In termini assoluti, sono i bengalesi a rappresentare la nazionalità più presente tra i migranti approdati, con almeno 5.033 cittadini sbarcati, pari al 16%. Seguono poi egiziani e tunisini con rispettivamente 4.967 e 4.308 migranti arrivati. Questi ultimi seguono in gran parte la rotta tunisina e libica dell'immigrazione, gli afghani probabilmente salpano dalla Turchia. Forse non è quindi un caso che Draghi ha parlato di immigrazione e di un'Italia “arrivata al limite” proprio dopo il colloquio bilaterale con Erdogan.

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