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"Italia a Hormuz? Dopo una tregua"

Tajani chiarisce l'impegno di Roma. Il passaggio con Crosetto domani alle Camere

"Italia a Hormuz? Dopo una tregua"
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La posizione del governo italiano sullo Stretto di Hormuz si muove lungo una direttrice che Palazzo Chigi e Farnesina definiscono di "cooperazione e stabilizzazione", escludendo una caratterizzazione militare dell'impegno italiano nell'area. Nel pieno delle tensioni internazionali sul traffico marittimo nel Golfo, Roma insiste sulla necessità di garantire la libertà di navigazione, la sicurezza energetica e il passaggio delle merci strategiche, mantenendo però una linea improntata al dialogo diplomatico e al sostegno logistico. "Nasce una coalizione che si occuperà della sicurezza alimentare e dei fertilizzanti, in modo che attraverso Hormuz, una volta arrivato un cessate il fuoco duraturo, possano arrivare strumenti fondamentali per tante popolazioni, in particolare in Africa, ma anche per la nostra agricoltura", ha dichiarato il ministro degli Esteri Antonio Tajani a margine della riunione Italia-Fao-Med9.

Il messaggio politico della Farnesina è chiaro: l'Italia considera Hormuz una questione strategica globale, non soltanto per petrolio e gas, ma anche per la tenuta delle catene alimentari e produttive. Per questo il governo punta a un ruolo di cooperazione internazionale che coinvolga organizzazioni multilaterali, corridoi umanitari, sicurezza commerciale e supporto tecnico alle rotte marittime. La linea italiana sarà al centro dell'audizione parlamentare convocata per domani nella Sala del Mappamondo di Montecitorio. Le commissioni riunite Esteri e Difesa di Camera e Senato ascolteranno Tajani e il ministro della Difesa Guido Crosetto "sulle iniziative internazionali per il ripristino della libertà di navigazione nello Stretto di Hormuz". Un appuntamento che servirà a chiarire la natura dell'eventuale contributo italiano e i margini di coinvolgimento della Marina militare.

Il governo, almeno per ora, continua a escludere scenari di intervento offensivo, insistendo invece su attività di sicurezza e bonifica marittima da attivare solo dopo una de-escalation. "Ho ribadito la disponibilità dell'Italia ad essere presente con la nostra Marina militare, una volta raggiunto un cessate il fuoco stabile, per lo sminamento e la garanzia della libertà di navigazione", ha spiegato Tajani dopo l'incontro con Marco Rubio.

La strategia italiana tiene dunque insieme sicurezza e iniziativa diplomatica, nel tentativo di preservare il ruolo di mediazione dell'Italia nel Mediterraneo allargato. Una linea che si accompagna anche alla conferma del sostegno umanitario alla popolazione civile di Gaza. La Farnesina ha annunciato l'uscita dalla Striscia di 72 studenti universitari palestinesi nell'ambito dei "corridoi universitari" promossi dal ministero degli Esteri. I giovani raggiungeranno diversi atenei italiani grazie al programma "Iupals", mentre sale a 229 il numero degli studenti evacuati da Gaza dal settembre scorso.

"Con questo nuovo corridoio universitario continuiamo a offrire a giovani palestinesi una possibilità concreta di futuro, formazione e sicurezza", ha dichiarato Tajani. Un'iniziativa che rientra nel programma "Food for Gaza", attraverso cui il governo italiano punta a rafforzare il proprio profilo umanitario parallelamente all'impegno per la sicurezza delle rotte nel Golfo.

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