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Jessica in libertà. Ma non potrà lasciare il Paese

Avrà l'obbligo di firma. Le famiglie domani dal Papa

Jessica in libertà. Ma non potrà lasciare il Paese
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Niente arresti domiciliari per Jessica Moretti, titolare, col marito Jaques, del Constellation. Il tribunale di garanzia, con il parere favorevole della Procura di Sion, le ha applicato misure alternative per evitare il pericolo di fuga: consegna del passaporto e dei documenti di soggiorno, divieto di lasciare la Svizzera, obbligo di firma quotidiano a una stazione di polizia e una cauzione "adeguata", ancora da definire. Ma niente detenzione domiciliare, come inizialmente era stato detto.

La svizzera Rsi spiega che i giudici hanno precisato che la carcerazione non era un'opzione, visto che la procura non l'ha richiesta. La donna resta dunque a piede libero. Per i legali della donna, Nicola Meier e Yaël Hayat "il Tribunale ha pienamente compreso l'impegno incondizionato di Jessica Moretti e di suo marito a non sottrarsi al procedimento che stanno affrontando insieme". Per Jacques Moretti i magistrati hanno convalidato il carcere per tre mesi, specificando però la possibilità che possa tornare in libertà su cauzione e con altre garanzie. Uno scenario imminente, come ha anticipato il suo legale Patrick Michod: "Tra pochi giorni potrebbe tornare libero". Il legale di alcune famiglie delle vittime, Romain Jordan, esprime "preoccupazione per la totale mancanza di analisi del rischio di collusione, soprattutto data l'urgente necessità di affrontare la questione della conservazione delle prove e dell'integrità delle testimonianze". L'avvocato chiede alla Procura "di adottare finalmente tutte le misure necessarie per garantire un'indagine trasparente e approfondita, commisurata all'immensa posta in gioco di questo caso".

L'ambasciatore italiano in Svizzera Gian Lorenzo Cornado, ha ribadito che la Procuratrice federale, Beatrice Pilloud, gli ha assicurato che l'indagine "si allargherà oltre all'amministrazione comunale" di Crans Montana, anche se potrà "portarsi nel tempo". E che ci sarà la "massima collaborazione con le autorità italiane". In Svizzera non c'è un limite temporale entro cui chiudere le indagini, e di certo la Confederazione elvetica non ha mai conosciuto nella sua storia recente un processo di tali dimensioni, con oltre un centinaio di parti civili. L'assicurazione Axa, che aveva stipulato una polizza sia con il comune di Crans che con il Constellation, ha ribadito che i contratti erano "prodotti standard", con una "somma assicurata limitata" e "probabilmente non sufficiente a coprire tutti i danni economici subiti dai feriti e dai familiari dei deceduti".

Si parla di oltre cento milioni di euro di possibili risarcimenti.

E ieri, su richiesta della Procura di Roma, è stata eseguita l'autopsia del 16enne romano Riccardo Minghetti. Domani i genitori delle vittime verranno ricevuti da Papa Leone XIV, in forma strettamente privata.

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