Jill Biden in Ucraina, sanzioni dagli Usa

Anche Trudeau va a Irpin. E il G7 compatto: stop al petrolio russo

Jill Biden in Ucraina, sanzioni dagli Usa

Jill Biden si reca a sorpresa in Ucraina nel giorno della festa della mamma, mentre gli Usa e gli altri leader del G7 si impegnano a fermare l'import del petrolio russo. La moglie del presidente Usa ieri è arrivata per una visita lampo nella zona occidentale del Paese e ha incontrato la first lady Olena Zelenska in una scuola di Uzhhorod, una città di 100mila abitanti a pochi chilometri dal confine con la Slovacchia. «Volevo venire nel giorno della festa della mamma. Pensavo fosse importante mostrare al popolo ucraino che questa guerra brutale deve finire e che il popolo americano sta con loro», ha detto Jill, che prima ha tenuto con la moglie del leader di Kiev un incontro a porte chiuse, poi le due first lady hanno visitato una classe che ospita bambini sfollati, dove gli alunni stavano facendo dei lavoretti da regalare alle loro mamme.

Peraltro è la prima volta che Olena Zelenska appare in pubblico dal giorno dell'invasione russa, il 24 febbraio. «Capiamo cosa significa per la first lady americana venire qui durante una guerra, quando ogni giorno sono in corso azioni militari, dove le sirene suonano ogni giorno, anche oggi», ha detto, definendo quello della moglie di Biden «un atto molto coraggioso». «Tutti noi sentiamo il vostro sostegno e la leadership del presidente - ha aggiunto - il vostro amore e supporto durante questo giorno così importante e simbolico per noi». Subito dopo l'incontro Jill è rientrata in Slovacchia, seconda tappa della sua visita nella regione per incontrare i profughi ucraini dopo la visita in Romania. Sempre ieri anche il premier canadese Justin Trudeau si è recato in Ucraina, a Irpin, alle porte della capitale. «È venuto per vedere tutti gli orrori che gli invasori russi hanno commesso nella nostra città, e naturalmente ne è rimasto scioccato», ha riferito il sindaco di Irpin, Olexandr Markushin. Intanto, i leader del G7 si sono incontrati in videoconferenza per fare il punto sul sostegno a Kiev, e al summit virtuale ha partecipato anche il presidente ucraino Volodymyr Zelensky. «Restiamo uniti nella nostra decisione che Vladimir Putin non deve vincere questa guerra contro l'Ucraina. Lo dobbiamo alla memoria di quelli che hanno combattuto per la libertà nella Seconda guerra mondiale, che continuano a combattere per essa oggi, per il popolo dell'Ucraina, dell'Europa e della comunità globale», si legge nella dichiarazione finale dei G7, che si sono impegnati ad aumentare i costi per Mosca con nuove sanzioni o inasprendo quelle già esistenti. Anzitutto, «eliminando gradualmente la dipendenza dall'energia russa, anche fermando gradualmente o vietando l'importazione di petrolio russo». Pur se hanno assicurato di lavorare insieme e con i partner «per garantire forniture energetiche globali sostenibili e prezzi accessibili per i consumatori».

Inoltre, hanno garantito l'adozione di «misure per vietare o impedire la fornitura di servizi chiave da cui dipende la Russia, che rafforzerà il suo isolamento in tutti i settori della sua economia». La promessa è poi quella di continuare e rafforzare la campagna «contro le élite finanziarie e i membri delle loro famiglie che sostengono il presidente Putin nei suoi sforzi bellici e sperperano le risorse del popolo russo», e «imporre sanzioni nei confronti di altri individui». La Casa Bianca ha pure annunciato nuove sanzioni degli Usa contro tre stazioni tv russe e dirigenti di Gazprombank, e il divieto agli americani di fornire servizi alle imprese russe. «Le nostre sanzioni senza precedenti stanno già imponendo un tributo immenso all'economia russa e i nostri controlli sulle esportazioni hanno soffocato l'accesso di Mosca alla tecnologia critica e alle catene di approvvigionamento di cui ha bisogno per sostenere le sue ambizioni militari», ha ribadito Pennsylvania Avenue, riaffermato che «la guerra di Putin dovrebbe spazzare via gli ultimi 15 anni di guadagni economici in Russia».

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