Quando, in una faticosissima giornata di aprile di un anno fa, gli si è stagliata difronte la scalinata della lobby di Palazzo Parigi, dalle labbra del regista David Frankel è sgorgato un tanto bisbigliato quanto incontrollabile "wow". E quelli della produzione, che lo avevano portato in giro tutto il giorno per i migliori hotel di Milano senza sentirgli proferire nemmeno una parola, hanno capito che finalmente erano arrivati a destinazione. Non solo i protagonisti de Il Diavolo Veste Prada 2 (e le circa 180 persone della troupe cinematografica) hanno soggiornato qui per le tre settimane di riprese, ma alcune scene sono state girate (il 6 ottobre 2025) proprio nel cinque stelle creato dall'architetto Paola Giambelli che è anche proprietaria dell'elegantissima struttura.
Quindi: Meryl Streep, Anne Hathaway, Emily Blunt, Stanley Tucci, Simone Ashley (direttamente da Bridgerton) e Lady Gaga (special guest della pellicola cult) hanno alloggiato tutti qui. Meryl Streep, che si vocifera si stata la più riservata per tutto il soggiorno (quando è arrivata è passata dai garage) e la più affettuosa al momento del commiato (avrebbe anche elargito un caloroso abbraccio all'ospite), nella 916, la Presidential suite, Anne Hathaway nella 822, la Royal suite (con una camera adiacente riservata a figli e tate). Stanley Tucci, che parla perfettamente italiano, era molto incuriosito dalle cucine essendo un grande fan del nostro cibo, sembra che, nel giorno delle riprese in loco, abbia chiesto allo chef Stefano Pizzasegale di cucinare i tortellini per tutto il cast. Il personale inquadrato in hotel fa davvero parte dello staff di Palazzo Parigi e si sa che la produzione è arrivata con un arredatore che ha allestito lobby, ingresso e ristorante secondo le esigenze del copione e pare che una console dorata di Robertaebasta scelta per l'allestimento del film, abbia entusiasmato così tanto la Giambelli che alla fine l'ha acquistata e ora troneggia in bella mostra sotto una strepitosa specchiera.
Le suite riprese nelle scene, invece, pare siano state ricostruite in studio negli Usa ma con un gusto molto diverso rispetto a quelle che si trovano a Palazzo Parigi per le quali la Giambelli si sarebbe ispirata all'hotel George V della capitale francese. Ma la vera scommessa è stata non chiudere mai la struttura agli ospiti durante l'entusiasmante esperienza di accogliere il cast del film più atteso dell'anno.