L'addio al primo pilota supersonico

Chuck Yeager aveva 97 anni, la sua impresa entrata nella storia

L'addio al primo pilota supersonico

Quando il film «The Right Stuff» lo fece conoscere al grande pubblico, negli anni Ottanta, Chuck Yeager era già una leggenda nel mondo dell'aeronautica militare. Primo pilota ad infrangere il muro del suono ed eroe di infinite missioni durante la Seconda Guerra Mondiale, il generale è morto lunedì a 97 anni a Los Angeles. «Con profondo dolore devo dirvi che l'amore della mia vita, Chuck Yeager, è deceduto poco prima delle 21», ha annunciato la moglie Victoria su Twitter.

Figlio di due contadini del West Virginia, appena completato il liceo si arruolò volontario nell'Air Force durante la Seconda Guerra Mondiale, diventando il primo «asso in un giorno» del suo gruppo per aver abbattuto cinque aerei nemici in una sola missione. Finito il conflitto passò ai reparti sperimentali come pilota collaudatore, diventando il più famoso della sua generazione, e in un decennio pilotò più di 150 aerei militari, con oltre 10.000 ore di volo. Due giorni prima dell'impresa supersonica Yeager si era rotto due costole cadendo da cavallo: si fece curare da un veterinario in una città vicina temendo di essere esonerato dall'impresa che altri avevano tentato senza successo (nel 1946 il britannico Geoffrey de Havilland, cugino dell'attrice Olivia de Havilland, era rimasto ucciso quando il suo aereo si era disintegrato in volo sull'estuario del Tamigi). Il 14 ottobre del 1947, invece, il Bell X-1, battezzato «Glamourous Glennis» in onore della prima moglie, volò oltre i 1.299 km orari (Mach 1,06) a 14 mila metri di quota superando per la prima volta il muro del suono sul deserto del Mojave, in California, e sfatando i timori che un aereo che avesse volato alla velocità del suono sarebbe rimasto distrutto dalle onde d'urto.

L'impresa, che doveva rimanere segreta, una volta trapelata alla stampa entrò nella storia, al pari del primo volo dei fratelli Wright e della trasvolata di Charles Lindbergh: il generale conquistò anche la copertina di Time e nel 1950 l'aereo X-1 fu esposto al National Air and Space Museum dello Smithsonian, a Washington. In realtà lui definì il volo supersonico una delusione: «Dopo tutta l'aspettativa che si era creata per raggiungere questo momento, è stata davvero una delusione», ha scritto nel suo libro di memorie più venduto, «Yeager»: «Ci sarebbe dovuto essere un dosso sulla strada, qualcosa per farti sapere che avevi appena fatto un bel buco attraverso la barriera sonora». La sua carriera di collaudatore terminò con un incidente nel 1963, quando precipitò con uno dei primi Lockheed F-104, salvandosi per un pelo. Quindi tornò nell'Air Force prima nelle Filippine poi in Corea, e in Vietnam portò a termine 127 missioni di combattimento. Yeager andò in pensione nel 1975, ma continuò a volare e a fare l'istruttore: nel 2002, a 79 anni, pilotò un F-15 Eagle a quasi 1.609 km orari rompendo la barriera del suono per l'ultima volta.

Il generale divenne una celebrità nazionale dopo la pubblicazione del libro di Mr. Wolfe «The Right Stuff» nel 1979, che ripercorreva le imprese di Yeager e dei primi astronauti americani, da cui quattro anni dopo fu realizzato il film omonimo. Yeager era interpretato da Sam Shepard, ma anche il pilota recitava un cameo nella pellicola: era Fred, un barista del Pancho's Place, il luogo di ritrovo per tutti i piloti di Muroc.

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