L'agnello del Cavaliere scuote la Pasqua

La scelta animalista di Berlusconi scatena il dibattito tra favorevoli e contrari

L'agnello del Cavaliere scuote la Pasqua

Si è rivelato, come spesso gli accade, un colpo di scena. E le reazioni sono andate al di là degli schieramenti di maniera. L'altro giorno Silvio Berlusconi ha aderito alla campagna pasquale della Lega Italiana per la Difesa degli Animali e dell'Ambiente. Ha insomma salvato cinque agnelli dal tradizionale e, per molti, sempre più indigesto pranzo pasquale a base di agnello.

Da qualche giorno quattro agnellini pascolano liberamente nei giardini di Arcore mentre un altro, arrivato per ultimo, è ancora così piccolo da aver bisogno del latte. E la foto di Berlusconi, che pubblichiamo in questa pagina, conferma anche visivamente la scelta di appoggiare la campagna lanciata dalla presidente dell'associazione, Michela Vittoria Brambilla, e sintetizzata da uno slogan efficace: «A Pasqua scegli la vita, scegli veg».

Come è sempre stato nell'indole e nell'attitudine del Cav, la sua è stata una presa di posizione divisiva che scompagina le parti, creando un fronte trasversale che va ben oltre la semplice divisione politica. Lo applaude anche chi non lo voterebbe e appoggia questa scelta anche chi ha trascorso gli ultimi 25 anni a parlar male di lui e delle sue scelte politiche o imprenditoriali. Un po' come capita anche ad altri leader (vedasi Trump, in contesti obiettivamente molto più complessi e rarefatti), la nuova tendenza è quella di scompaginare i fronti. Come per esempio ha appena fatto proprio Berlusconi proponendo una pensione per le mamme che, ovviamente, mette d'accordo anche chi non ha mai votato centrodestra. Però, come sempre accade quando ci sono eventi o dichiarazioni di forte impatto, le reazioni non si sono fatte attendere.

Sui social network, innanzitutto, dove sono comparsi «hashtag» e discussioni di diversa tendenza. Su Twitter, per esempio, tanti hanno scelto l'ironia («Berlusconi come Heidi», ha scritto una ragazza) oppure l'amarcord (qualcuno ha postato la foto del primo incontro di Berlusconi con l'avvocato Agnelli...).

Ma nel complesso, la reazione è stata positiva sia su quel social che su Facebook, dove le battute hanno stemperato un consenso evidente.

Meno positiva, anzi addirittura polemica, è stata Assocarni, che si è schierata contro la «svolta animalista». «Le reti Mediaset hanno incassato e continuano a incassare - si legge in un comunicato - miliardi promuovendo brand ed eccellenze alimentari di origine animale (formaggi, salumi, ecc...) e Berlusconi viene opportunisticamente folgorato da conversione animalista. L'auspicio è che gli inserzionisti da ora in poi scelgano meglio». Una posizione dura che però appare troppo tranchant a fronte di un problema obiettivamente assai più complesso.

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