Europa

L'allarme di Letta: "Telecomunicazioni, in Europa è un disastro. Ora un piano comune"

Oggi il rapporto sulla competitività sul tavolo del vertice di Bruxelles. "Non ci possono essere 100 operatori se vogliamo essere concorrenziali"

L'allarme di Letta: "Telecomunicazioni, in Europa è un disastro. Ora un piano comune"

Ascolta ora: "L'allarme di Letta: "Telecomunicazioni, in Europa è un disastro. Ora un piano comune""

L'allarme di Letta: "Telecomunicazioni, in Europa è un disastro. Ora un piano comune"

00:00 / 00:00
100 %

«Il sistema delle telecomunicazioni in Europa è un disastro. Ci sono 27 sistemi diversi, con cento operatori. In America sono tre». Enrico Letta ha presentato ieri a Bruxelles con il presidente del Consiglio Europeo Charles Michel il rapporto sulla competitività che sarà discusso oggi dal vertice di premier e capi di Stato. Tema dominante, «la frammentazione» del sistema produttivo europeo che si traduce in strutturale debolezza nel confronto con concorrenti come Stati Uniti e Cina. Nel mirino soprattutto tre settori: energia, telecomunicazioni e integrazione finanziaria con una road-map fino al 2029 che favorisca lo sviluppo competitivo dei tre settori.

Dall'ambito finanziario potrebbero arrivare le novità più immediate per i consumatori. Una delle proposte principali è la costruzione di «un'Unione del risparmio e degli investimenti». «Più di 300 miliardi di euro di risparmi lasciano ogni anno l'Europa per il mercato americano perché quello europeo è frammentato e non abbastanza attraente», ha spiegato Letta. Secondo l'ex premier italiano entro il 2025 potrebbe essere lanciato il primo prodotto di risparmio a lungo termine disponibile automaticamente a livello continentale. La novità servirebbe per stimolare gli investimenti al dettaglio, sfruttando gli incentivi fiscali degli stati membri. I quadri normativi nazionali dovrebbero poi essere armonizzati con l'introduzione di norme commerciali comuni e l'integrazione degli organismi di vigilanza. «Le piccole e medie aziende non traggono benefici dal Mercato unico a causa dell'eccessiva parcellizzazione. Ci sono norme diverse, tassazioni diverse», ha spiegato. Così come è «una vergogna che l'80% o più precisamente il 78% delle forniture militari che abbiamo acquistato con i soldi dei contribuenti europei, non sia europea, a causa del livello di frammentazione della nostra industria della difesa». Anche in questo caso l'Unione Europea deve sfruttare le economie di scala. Per il settore delle tlc potrebbero essere facilitate operazioni di fusione societaria «una richiesta che arriva frequentemente dagli operatori del settore».

Il primo obiettivo, ha detto Letta, è che il suo «rapporto non finisca nel cassetto, il più grande nemico», ha spiegato nella conferenza stampa. «Il distacco dagli Stati Uniti, ma anche dal resto delle economie mondiali, significa che abbiamo un'ultima opportunità, un'ultima finestra che si apre e dobbiamo approfittarne», ha spiegato. Secondo l'ex premier italiano potrebbe essere giustificato il gap dell'Ue con la Cina o l'India, a causa delle maggiori dimensioni, ma non lo può essere con gli Stati Uniti, che hanno la stessa dimensione ma «stanno facendo molto meglio».

La politica industriale europea non può essere «la somma delle 27 industrie nazionali». Anche per questo gli aiuti di Stato, così, come gli strumenti di risparmio, dovranno essere disegnati a livello continentale. «L'Europa non può e non deve cedere il suo ruolo leader nel settore manifatturiero».

Commenti