L'America piange vittime ed eroi. Biden: "Solo uniti si vince la paura"

A Ground Zero tra lacrime, fiori e le canzoni di Springsteen l'appello del presidente con Obama e Clinton. Bush a Shankville con Kamala. Trump va da solo in serata e attacca

L'America piange vittime ed eroi. Biden: "Solo uniti si vince la paura"

New York. L'inno americano e la lettura dei nomi delle vittime, interrotta da sei minuti di silenzio: tre per ricordare gli attimi in cui gli aerei hanno colpito il World Trade Center e il Pentagono, due per segnare il crollo di ogni Torre, e uno per il momento in cui il quarto aereo si è schiantato a Shanksville, in Pennsylvania. É iniziata così, come ogni anno, la commemorazione di uno dei giorni più bui nella storia degli Stati Uniti. Per il ventesimo anniversario dell'11 settembre - il primo senza la guerra in Afghanistan, ma non senza polemiche dopo il caotico ritiro deciso da Joe Biden - il presidente Usa e la moglie Jill hanno visitato tutti e tre i memoriali, Ground Zero a New York, Shanksville in Pennsylvania, e il Pentagono a Washington. Nel luogo dove si trovavano le Torri Gemelle a Manhattan, insieme a loro c'erano gli ex presidenti Barack Obama e Bill Clinton con le ex first lady Michelle e Hillary. Dopo il secondo minuto di silenzio è salito sul palco Bruce Springsteen: «The Boss», che nel 2002 ha pubblicato l'album The Rising dedicato ai fatti dell'11 settembre, ha cantato I'll See in My Dreams. La vice presidente Kamala Harris, invece, era a Shanksville al memoriale delle vittime del volo United 93 insieme all'ex presidente George W. Bush e a sua moglie Laura. «Per me la lezione più importante dell'11 settembre è che nei momenti in cui siamo vulnerabili l'unità è la nostra più grande forza. Non vuol dire che dobbiamo credere tutti nella stessa cosa, ma che dobbiamo avere rispetto gli uni degli altri e per questo Paese», ha detto Biden in un videomessaggio per commemorare gli attacchi: «Nei giorni successivi all'11 settembre abbiamo visto qualcosa di molto raro, un vero senso di unità nazionale». «É difficile, che sia il primo anno o il ventesimo - ha proseguito - Non importa quanto tempo sia passato, queste commemorazioni riportano dolorosamente tutto indietro come se avessi ricevuto la notizia pochi secondi fa». Anche Kamala Harris ha fatto eco all'appello lanciato da Biden: «I giorni che sono seguiti all'11 settembre ci ricordano che l'unità è possibile in America. É essenziale per la nostra prosperità, per la nostra sicurezza nazionale». «Una cosa diventata chiara quel giorno è che l'America è sempre stata la patria di eroi che corrono verso il pericolo per fare ciò che è giusto», ha detto da parte sua Obama, ricordando «i vigili del fuoco che salgono le scale mentre gli altri scendono, i passeggeri che decidono di prendere d'assalto la cabina di pilotaggio, i volontari disposti a mettere in gioco la propria vita». Mentre Bush ha ricordato come «vent'anni fa abbiamo scoperto tutti in modi diversi, in luoghi diversi, ma nello stesso momento, che le nostre vite sarebbero cambiate per sempre». L'11 settembre 2001 «siamo rimasti scioccati dall'audacia del male, e dall'eroismo dei soccorritori», ha sottolineato ancora l'ex presidente.

A New York per ricordare le vittime è arrivato pure Donald Trump - come ha spiegato lui stesso a Fox News - ma l'ex presidente ha evitato la cerimonia ufficiale a Ground Zero, attendendo la partenza di tutte le più alte cariche democratiche prima di recarsi nel luogo simbolo dell'attacco all'America. Poi, è tornato subito in Florida dove in serata lo attendeva, nei panni di commentatore, l'incontro di pugilato fra Evander Holyfield e Vitor Belfort. L'11 settembre è un «giorno triste», ha detto il tycoon, ma «stiamo vivendo un momento triste visto come si è chiusa la guerra contro coloro che hanno causato tanto dolore nel nostro Paese». Quindi ha criticato duramente il successore, definendolo un presidente «sciocco» e «incompetente». «Il 20/mo anno della guerra in Afghanistan avrebbe dovuto essere un anno di vittoria, invece Biden e la sua inetta amministrazione si sono arresi», ha aggiunto: «L'affrettato ritiro» dal Paese è stato «il più grande imbarazzo» per gli Stati Uniti. Anche Rudy Giuliani, fedelissimo di Trump e sindaco di New York l'11 settembre 2001, ha affermato che l'inquilino della Casa Bianca «ha preso decisioni sconsiderate, quasi assurde». E a suo parere «non dovrebbe» partecipare alle commemorazioni a Ground Zero, «non gli appartiene dopo lo sconsiderato ritiro dall'Afghanistan».

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