l'analisi

È la somma a cui lo Stato rinuncerà se la promessa sarà mantenuta Ma si rischia una nuova stangata fiscale per reperire le coperture

Risparmi veri e consistenti. Niente in confronto agli 80 euro in busta paga di inizio mandato. L'abolizione della Tasi sull'abitazione principale porterà risparmi medi di 204 euro alle famiglie proprietarie di una casa. Che in Italia sono tante, tra i 19 milioni e i 24 milioni. Se - e il «se» è d'obbligo visto che i dettagli sono tutti da definire - arriverà anche l'abolizione dell'Imu sulla prima abitazione (solo per immobili di «lusso» o quasi), allora il risparmio per i proprietari di casa si aggirerà sui 2.000 euro all'anno.

L'ultimo calcolo sui benefici delle detassazione, promessa e confermata dal premier Matteo Renzi, è della Cgia di Mestre. Contano le categorie. Con la A2, che comprende la maggioranza delle abitazioni, il taglio della Tasi varrà mediamente 227 euro a famiglia. Meno per le A3, con 120 euro. Se si passa all'Imu e quindi alle abitazioni di dipo signorile il risparmio va dai 1.830 euro ai 2.280 euro per i possessori di castelli.

Cifre destinata inasprire il dibattito interno al governo e alla maggioranza. E, soprattutto, dentro il Partito democratico che non vede di buon occhio un taglio per tutti, che tenga dentro i più ricchi. L'Imu è ancora in vigore per alcune categorie di immobili. La A1, A8 e A9. Ci sono sicuramente gli immobili di pregio, ma anche le abitazioni «signorili». Una classificazione molto ampia. Tassarle significa colpire anche la classe media. «La A1 - spiega il presidente di Confedilizia Giorgio Spaziani Testa - è una categoria molto disomogenea. In alcune città ce ne sono 100 e in altre che hanno gli stessi abitanti 30. È la prova che non sono di lusso».

Il nodo di quali immobili includere nell'abolizione della tassa è aperto. Il premier Renzi ha più volte usato l'espressione abolizione delle tasse sulla prima casa «per tutti». Ma resta il dubbio che si riferisca solo alla Tasi e che, per quanto riguarda l'Imu, pensi ad altro. Ad esempio alla Imu agricola e a quella che grava sugli imbullonati.

Non è tanto una questione di coperture. Mettere dentro le abitazioni di lusso non costa molto di più. «In termini complessivi - segnala Paolo Zabeo della Cgia - l'azzeramento della Tasi sulla prima casa costerà 3,4 miliardi di euro. Se a questo importo aggiungiamo l'abolizione dell'Imu sulle abitazioni di lusso, 91,2 milioni di euro; l'Imu sui fabbricati rurali, 3,2 milioni di euro; quella sui terreni agricoli, 897 milioni circa e quella sugli imbullonati, 250 milioni, verranno a mancare 4,6 miliardi di euro». Il problema è più di tipo politico e anche di rapporti tra Roma e l'Unione europea che non vede di buon occhio la detassazione del mattone. Il segretario confederale della Uil Guglielmo Loy ha fatto una simulazione dei risparmi relativi alla sola abolizione della Tasi, calcolando il beneficio per i contribuenti, città per città. Andrà meglio di tutti ai cittadini di Torino con 403 euro medi a famiglia; a Roma, invece, il risparmio sarà di 391 euro medi. Segue Siena (356 euro), Firenze (346 euro), Genova (345 euro), Bari (338 euro), Bologna (331 euro), Foggia (326 euro), Como (321 euro) e Ancona (318 euro). Risparmi un po' più contenuti a Milano, 300 euro. Va peggio ad Asti dove il beneficio sarà di soli 19 euro.

Simulazioni che non tengono conto di eventuali coperture. Se saranno solo tagli alla spesa pubblica e margini di spesa in deficit concessi dalla Ue, come spera Renzi, non ci saranno conseguenze per gli italiani. Se saranno nuove entrate, ad esempio un inasprimento della tassazione sulla seconda casa, sarà un gioco a somma zero. O, peggio, un'altra stangata fiscale.

di Antonio Signorini

Roma

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