Landini arruola il consulente dei "padroni" per potenziare la propaganda della Cgil

Il sindacalista si appoggia agli esperti di Pirelli, Ferrero, Enel, Intesa e Poste

Milano - Chissà sa Maurizio Landini ama la crema alle nocciole. Chissà se anche lui vuol fare un po' come Matteo Salvini. Di certo si sa che il segretario della Cgil avrà presto una sua «bestia», un apparato comunicativo cucito su misura per lui. E quindi, prima di rivoluzionare il mondo del lavoro, la contrattazione e il welfare, Landini intende ribaltare da capo a piedi la strategia comunicativa sua e del sindacato che guida ormai da 11 mesi. Lo farà con l'aiuto dell'ex direttore del Manifesto Gabriele Polo, e avvalendosi di un progetto curato da un team di professionisti, gli stessi che curano l'immagine di grandi gruppi finanziari, industriali e bancari. Lo ha raccontato Il Diario del lavoro, un quotidiano on line che si occupa con attenzione di problemi sindacali e relazioni industriali.

Delle ambizioni politiche di Landini si parla da molto tempo. Nel 2015, per un periodo, balenò sui media la sua «discesa in campo» con una «coalizione sociale» che non si capì mai bene cosa fosse. Poi arrivò la «scalata» dalla Fiom, il sindacato dei metalmeccanici, alla segreteria generale della Cgil. Ma in tutti questi anni - compreso l'ultimo - la sua presenza è apparsa discontinua: qualche intervista sui giornali, qualche apparizione tv, con un risultati incerti: la popolarità di Landini ha stentato a decollare. I social network restano un oggetto misterioso. Sul suo profilo twitter non ci sono contenuti: zero. Su facebook si trovano tre pagine col suo nome: due non sono ufficiali, una ha tutta l'aria di esserlo ma è ferma a un post del febbraio 2017 (con 2.100 like), con un post all'anno negli ultimi 4 anni.

A questa incertezza comunicativa personale si è aggiunta la cronica crisi di rappresentanza del sindacato. E proprio di questo si parla in una lettera di cui dà conto il Diario del lavoro

: della necessità di «aumentare il numero degli iscritti alla nostra organizzazione, invertendo la tendenza in atto negli ultimi anni», e di «rendere redditizie tutte le attività editoriali e di comunicazione».

La lettera che annuncia un «profondo cambiamento» è arrivata nel fine settimana scorso a tutte le strutture della Cgil. Landini spiega ai vertici del sindacato che ha ritenuto «necessario mettere in campo competenze ed esperienze anche esterne alla nostra organizzazione». E la rivoluzione - scrive il Diario del lavoro - è stata messa a punto in quasi 150 riunioni, che hanno prodotto due corposi documenti.

Il «succo» sarebbe questo: sarà creata una nuova società ad hoc con l'apporto di un'azienda esterna. Direttore della comunicazione Cgil sarà l'ex Manifesto Gabriele Polo, già «spin doctor» di Landini alla Fiom. Sarà creata anche una nuova piattaforma digitale, intesa come «strumento unico aggregante della nuova area comunicazione», che consentirà anche di gestire sondaggi e di «misurare e verificare l'efficacia del messaggio Cgil». Tutto questo progetto è stato studiato da una società del settore, la Assist Group di San Polo d'Enza, che ha tra i suoi clienti grandi marchi come Ferrero, Enel, Poste, Pirelli, Intesa, e «il cui ad e presidente, Gianni Prandi - si legge - è un vecchio conoscente» dello stesso Landini.

Intanto il 10, 12 e 17 dicembre i sindacati torneranno in piazza, a partire da Roma, per far sentire la loro voce su crescita, crisi aziendali, sblocco delle infrastrutture e sviluppo del Mezzogiorno. A sostenere la protesta anche i lavoratori metalmeccanici della ex Ilva.

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Commenti

Trinky

Dom, 08/12/2019 - 10:10

Perchè, ci sta qualcuno che pensa che i vertici di Pirelli, Ferrero, Intesa, Enel e Poste non votino a sinistra? Dove sarebbe la novità? Comunque auguri ai dipendenti di queste società, si preparino ad essere fregati con l'appoggio di quel sindacato che mantengono in vita con i loro soldi....

Ritratto di 02121940

02121940

Dom, 08/12/2019 - 10:24

La sinistra cresce e quindi si adegua alla situazione del bel Paese. I lavoratori dipendenti sono sempre la base dell'ideologia comunista (anche se in pratica - talvolta - non si applica a casa dei capi partito), ma ora ne sono anche le vittime inconsapevoli. Il trattamento economico degli eletti in Parlamento ne é un tangibile esempio. E poi anche esercitare la difesa del Popolo può diventare un lavoro. L'articolo lo pone in luce, ma a sinistra sta bene così. Il passaggio da Fascismo al Comunismo ha cambiato le parole, ma non una certa sostanza. Viva il Popolo, abbasso chi lo sfrutta, soprattutto se politicamente.

bernardo47

Dom, 08/12/2019 - 11:31

Anche cisl e uil dovranno attrezzarsi mediaticamente,allora.......

salmodiante

Dom, 08/12/2019 - 12:20

Fra poco gli mancherà la platea con cui comunicare, si troverà da solo a parlare in qualche azienda metalmeccanica dismessa a causa dell' eccessivo carico fiscale, politico e sindacale. Sull' ex ILVA per tre anni hanno dormito? Eppure la Camusso faceva più apparizioni in tv di una velina di Striscia la Notizia.