Lapo, l'incidente e il coma: "Ora voglio fare del bene"

Il nipote dell'Avvocato vittima di un grave sinistro a Tel Aviv: «Pronto a cambiare, grazie a Dio e medici»

Lapo, l'incidente e il coma: "Ora voglio fare del bene"

L'altro giorno, era mercoledì, ha twittato come un pazzo. Prima si è congratulato con il fratello John Elkann per la fusione Fca-Psa: «Come fratello, prima di tutto, credo e crederò sempre in te. Sono molto orgoglioso di te. Tu e Tavares e tutto il team Fca-Psa avete fatto un capolavoro. Siete come Batman e Robin». Poi ha beatificato papa Francesco per «la storica svolta di abolire il segreto pontificio nei casi di violenza e abusi sui minori. Un gesto davvero importante arrivato nel giorno del suo compleanno. Auguro a @Pontifex_it tanta serenità e tanto Amore». Due messaggi personali, sentimentali, quasi languidi. Che Lapo Elkann digitava - e il mondo non lo sapeva - da un letto di un ospedale svizzero dove il quarantaduenne estroso imprenditore, rampollo spesso un po' troppo eccentrico di una delle famiglie «reali» d'Italia, gli Agnelli, è ricoverato per le ferite riportate in un pauroso incidente stradale che lo ha visto coinvolto una decina di giorni fa in Israele.

Un incidente la cui dinamica non è ancora chiara ma che avrebbe potuto ammazzare Lapo. Che ha perso conoscenza ed è stato ricoverato all'Assuta Hospital di Tel Aviv in coma e in codice rosso, ovvero in pericolo di vita. Quel che si sa è che Elkann si trovava sulla strada che conduce da Gerusalemme, dove si era recato per una visita al Muro del Pianto, a Tel Aviv, che era da solo sulla sua vettura al momento dell'incidente e nessun altro veicolo è stato coinvolto e che ha riportato numerose fratture ed è stato sottoposto a diversi interventi chirurgici, sia in Israele che poi in Svizzera, dopo il trasferimento. Lapo sarebbe comunque in via di miglioramento, come ha raccontato nel corso di una rassicurante videochiamata al Corriere della Sera, ieri mattina: «Voglio innanzitutto ringraziare Dio - ha detto l'imprenditore fondatore del marchio di occhiali Italian Independent - e poi i medici israeliani e quelli europei. Voglio pregare per i ragazzi giovani che ho visto morire in Israele accanto a me nei letti delle emergenze dell'ospedale, gli amici che mi sono stati vicini, la mia famiglia. Voglio ringraziare Dio di avermi dato la possibilità di ridarmi la vita». E poi la svolta umanitaria di Lapo: «Voglio dedicare il mio tempo, il mio cuore e risorse economiche a fare del bene occupandomi della mia Onlus, che non è un capriccio da bambino viziato. Umanamente Lapo Elkann non è come lo descrivono gli altri ma un uomo con il cuore aperto e che ha voglia di fare del bene. Con l'incidente ho capito che è questo il mio nuovo motto di vita». Va detto che chi scrive può testimoniare di averlo visto due anni e mezzo fa, in attesa in un gate dell'aeroporto Charles de Gaulle di un volo Parigi-Milano per cui peraltro aveva un biglietto economy. Mancavano pochi giorni alla finale di Champions League che la Juventus, di cui Lapo è tifosissimo per ragioni «dinastiche», avrebbe perso con il Real Madrid e alcuni tifosi bianconeri in attesa dello stesso volo lo avvicinarono per scambiare selfie e pareri. Lui fu gentile e affettuoso con tutti, sedendosi a parlare con quei tizi come se fosse tra amici, sugli comodi seggiolini della sala d'aspetto.

Lapo ha di recente presentato la Fondazione Laps (Libera accademia progetti sperimentali) che si occupa di dislessia, iperattività, abusi e «di ridare e di ridonare il sorriso e

la felicità a bambini e ad adolescenti che non hanno le stesse possibilità e opportunità e privilegi che ho avuto io nella mia vita». Lapo ha di recente rivelato di avere subito abusi sessuali nel corso della sua infanzia.

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