Latorre all'Agenzia Difesa ma il suo Cv è nel mirino

Dopo la nomina di Nicola Latorre a capo dell'Agenzia industrie difesa, la Corte dei Conti ha voluto vederci chiaro: esaminato il curriculum del senatore dalemiano per comprenderne la reale esperienza manageriale.

Latorre all'Agenzia Difesa ma il suo Cv è nel mirino

Che tra le mura di Palazzo Madama gli equilibri siano dettati da una moltitudine di "giochi di potere" è cosa nota, così come nota è la voglia di vederci chiaro della Corte dei conti. Non c'è da stupirsi, allora, se uno dei maggiori organi di controllo dello Stato italiano abbia voluto saperne di più sul Senatore Nicola Latorre, il direttore generale dell'Agenzia industrie difesa nominato lo scorso 6 ottobre dal Consiglio dei Ministri su proposta dell'allora Ministro della Difesa Guerini con il decreto presidenziale redatto da Sergio Mattarella. Fin qui nulla di strano, col deputato del PD che sceglie di affidare l'incarico al collega, da sempre vicino a Dalema. Quello che ha fatto drizzare le antenne alla Corte dei conti, come fatto emergere da Il Tempo, è stata la necessità di comprendere se Latorre fosse davvero adatto a ricoprire l'incarico manageriale. Necessaria, allora, sarebbe stata un'analisi del proprio curriculum professionale.

Il curriculum di Latorre

Un'analisi accurata quella portata avanti dalla Corte dei conti, messa a tacere solamente dopo la risposta del Ministero in merito al trascorso di Latorre da Presidente della 4ª Commissione Difesa del Senato della Repubblica, carica ricoperta tra il 2013 e il 2018. L'obiettivo era quello di "di voler esplicitare con maggior chiarezza e dettaglio l'esperienza manageriale posseduta dall'interessato", qualcosa che agli atti, secondo quanto riportato dalla stessa Corte "non sembra emergere dal curriculum vitae". Un'esigenza di chiarezza che sarebbe derivata da un trascorso fitto di incarichi ricevuto e ruoli svolti prima, durante e dopo il proprio periodo di attività politica. Funzionario di banca tra il 1981 e il 1988, Latorre ha poi intrapreso la carriera politica, cominciata da Sindaco di Fasano, proseguita dalla nomina stabile di parlamentare dal 2005 e arrivata - adesso - al nuovo capitolo alla guida dell'AID. Nel mezzo un "mandato di coordinatore della rete commerciale e dei processi dell'attività produttiva della società cooperativa Ceif. Realtà industriale specializzata nel settore della progettazione e costruzione di impianti elettrici e meccanici di grande dimensione", qualcosa che - comunque - non avrebbe lasciato soddisfatta la fame di chiarezza della Corte dei conti. A "scagionare" Latorre ci ha pensato proprio l'ultimo incarico quinquennale ricoperto alla guida del Comitato Difesa, la magistratura contabile - per questa volta - è costretta a rimanere a bocca asciutta.

Da militante alla Difesa

Stiamo parlando di una figura non certo neutra in relazione ai propri trascorsi storici. Militante, anti militare e fortemente schierato contro la Nato e l'intervento armato. Il passato "impegnato" di Nicola Latorre al seguito delal FGCI, la federazione dei giovani comunisti, può lasciare perplessi di fronte alla nuova carica che l'ex presidente della Commissione Difesa del Senato ricopre ormai da qualche mese. Viene da chiedersi se questa sua nuova avventura non vada a a cozzare con i propri trascorsi militanti, o se possa essere proprio questo bagaglio di esperienze pregresse - ormai archiviate - a garantirgli la possibilità di rinnovare il comparto della Difesa italiano. Che per l'Agenzia industrie difesa sia il tempo di abbracciare nuove prospettive? L'obiettivo di Latorre sarà portare avanti la missione di gestione degli stabilimenti "in una logica di creazione di valore sociale ed economico per lo Stato e la collettività", così come recitato dal sito della stessa Agenzia.

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