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Il lavoro come cura contro il rischio di recidiva per i detenuti

Cnel e Fondazione Roma promuoveranno interventi di inclusione negli istituti penitenziari

Il lavoro come cura contro il rischio di recidiva per i detenuti
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Favorire l'inclusione socio-lavorativa e ridurre il tasso di recidiva dei detenuti. È questo l'obiettivo del protocollo d'intesa siglato tra il Cnel presieduto da Renato Brunetta e la Fondazione Roma, guidata da Franco Parasassi. L'accordo si inserisce all'interno del protocollo sottoscritto tra il Cnel e l'Acri (Associazione di Fondazioni e di Casse di Risparmio) e vuole contribuire all'attuazione dell'Agenda Onu 2030.

Fondazione Roma e Cnel porteranno avanti azioni mirate sia all'interno degli istituti penitenziari sia nella fase di reinserimento successiva alla detenzione con progetti volti alla formazione professionale, al lavoro penitenziario, all'educazione finanziaria e alla promozione della cultura d'impresa.

"L'alleanza con Fondazione Roma è la dimostrazione reale di come le reti tra istituzioni e società civile possano produrre un impatto concreto per il Paese", afferma Brunetta che descrive il lavoro di inclusione sociale e lavorativa per i detenuti e il programma "Recidiva Zero" del Cnel "un pilastro di questo accordo" perché "solo la formazione e l'occupazione garantiscono un vero reinserimento e abbattono i tassi di recidiva".

Brunetta, poi, si sofferma sui progetti di rigenerazione urbana, in particolare quello dell'area del Parco urbano di Villa Borghese e del contesto di Villa Lubin, sede del Cnel, ente che "si conferma conclude il presidente - il luogo dove lo sviluppo sostenibile e la coesione sociale diventano progetti misurabili e tangibili". Secondo Parasassi, invece, questo protocollo "rappresenta un passaggio importante nella costruzione di un modello di collaborazione stabile tra istituzioni, fondazioni e territorio, capace di tradurre la visione strategica in interventi concreti e misurabili". Il presidente della Fondazione Roma spiega che questi progetti hanno lo scopo di "contribuire a creare un impatto reale sulle comunità e sulla qualità della vita dei cittadini".

Parasassi conclude: "La capacità di mettere in rete competenze, dati, ricerca e progettualità è oggi essenziale per affrontare le grandi transizioni economiche e sociali in atto e accompagnare il Paese verso uno sviluppo più sostenibile, inclusivo e innovativo".

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