"Redazione unica, attacco frontale, copione logoro e ripetitivo". Le intercettazioni pubblicate da Il Giornale e Il Tempo aprono un nuovo caso politico-giudiziario che coinvolge l'ex magistrato e oggi senatore 5S Roberto Scarpinato. Al centro, i toni duri emersi nei dialoghi e i giudizi su Paolo Borsellino e la sua famiglia. Il Movimento mette nel mirino i quotidiani che hanno pubblicato le notizie. I capigruppo Luca Pirondini e Riccardo Ricciardi parlano di una "campagna di fango" orchestrata dalla "redazione unica" delle testate del gruppo Angelucci, accusando Il Giornale e Il Tempo di portare avanti un copione "logoro e ripetitivo, che non aggiunge nulla se non rumore e propaganda". Secondo i pentastellati, "cosa c'è di nuovo in quanto scrivono il Tempo e il Giornale? Zero", con le richieste di scuse liquidate come "la solita litania".
Parole che innescano la reazione dell'editore. Giampaolo Angelucci (nella foto), presidente di Editoria Italia. Angelucci esprime "piena solidarietà ai direttori e alle redazioni coinvolte", richiamando un principio fondamentale: "la libertà di stampa, tutelata dall'articolo 21 della Costituzione, costituisce un presidio irrinunciabile di garanzia, pluralismo e controllo democratico".
Angelucci sottolinea come "il diritto di cronaca e il diritto di critica appartengono al nucleo delle libertà costituzionali e non possono essere compressi", evidenziando il rischio di una delegittimazione sistematica dei media: "Il dissenso rispetto a un contenuto giornalistico è sempre legittimo; non lo è la sistematica delegittimazione". E avverte: "Quando il giornalismo viene trasformato in un bersaglio politico, non viene colpita soltanto una testata, viene messo in discussione un principio cardine della democrazia liberale". "Angelucci invoca la libertà di stampa - è la replica dei capigruppo M5S di Camera e Senato Riccardo Ricciardi e Luca Pirondini -, ma qui nessuno sta attaccando i giornali. Stiamo mettendo in discussione un editore che fa politica e usa i giornali come una clava contro gli avversari". "Dopo il sasso, il classico tentativo di nascondere la mano", replica l'editore. "È interessante che si accusa apertamente una testata di essere una clava politica e un minuto dopo si sostenga di non stare attaccando i giornali. Un esercizio di equilibrismo lessicale che non cambia la sostanza, anzi". Sulla stessa linea le reazioni del centrodestra. Il ministro dell'Istruzione Giuseppe Valditara parla di un "grave attacco" alla libera stampa e accusa il M5S di doppio standard: "Dimostra l'ipocrisia di chi cavalca campagne di fango quando riguardano avversari politici, ma usa volgari offese per cercare di intimidire la libera stampa quando a essere oggetto di attacchi sono i propri parlamentari". Più duro il giudizio del senatore Maurizio Gasparri. "Gli insulti a Borsellino e ai suoi familiari emersi dai dialoghi tra Scarpinato e Natoli non possono essere liquidati così semplicemente. Scarpinato deve prendere atto dell'impossibilità di stare in Commissione antimafia". E difende il lavoro dei giornalisti: "Sono inaccettabili gli attacchi a una stampa libera". "Attaccare la libertà di stampa - aggiunge il deputato azzurro Alessandro Cattaneo - dimostra l'ambiguità di chi si professa democratico ma dimostra fastidio verso chi pratica il diritto di cronaca e critica".
Convinta e piena solidarietà ai direttori del Giornale e del Tempo "raggiunti da un attacco frontale, che sa di autentica intimidazione, e all'editore Giampaolo Angelucci" arriva da parte di Michaela Biancofiore, presidente del gruppo Civici d'Italia, Nm, Maie. "Il senatore Scarpinato si faccia audire in commissione, previa le sua dimissione da componente".