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La Lega attacca la finta integrazione: "Il modello è fallito in troppe città"

Mattarella ringrazia il cittadino che ha fermato l'attentatore. Conte: "Il responsabile paghi"

La Lega attacca la finta integrazione: "Il modello è fallito in troppe città"
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Lo sgomento, il dolore e l'indignazione attraversano trasversalmente tutto l'arco politico dopo il drammatico episodio avvenuto a Modena. Dal Quirinale ai leader di maggioranza e opposizione, il tono è quello della solidarietà ai feriti, del ringraziamento ai soccorritori e della richiesta di fare piena luce su quanto accaduto. Ma mentre il resto della maggioranza mantiene la prudenza sulla matrice del gesto, la Lega apre subito il fronte politico della mancata integrazione delle seconde generazioni.

Tra i primi a intervenire è Sergio Mattarella, che telefona al sindaco di Modena "per avere notizie dei feriti, esprimere vicinanza alla città e chiedergli di trasmettere i ringraziamenti a quei cittadini che con coraggio hanno bloccato il colpevole". Giorgia Meloni definisce quanto accaduto "gravissimo", esprimendo "vicinanza alle persone ferite e alle loro famiglie".

Decisamente più netto invece Matteo Salvini che indica nome e provenienza dell'uomo fermato: "Salim El Koudri. Questo il nome del criminale di seconda generazione che oggi a Modena ha falciato, con la sua auto a folle velocità, dei passanti innocenti". Salvini parla di "delitto infame", sottolineando il coraggio dei cittadini intervenuti. Ma è soprattutto la nota diffusa successivamente dalla Lega a imprimere una direzione politica precisa alla vicenda. "In attesa di ulteriori informazioni da parte delle Forze dell'ordine, una cosa è certa: in troppe città italiane l'integrazione delle cosiddette seconde generazioni è fallita", scrive il Carroccio.

"Permesso di soggiorno e cittadinanza sono un atto di fiducia degli italiani nei confronti di chi arriva - dice Salvini - chi commette reati deve poter perdere questa fiducia: permesso di soggiorno a punti come la patente, per chi delinque via i documenti e si ricomincia da capo".

Nel governo prevale comunque la cautela. Antonio Tajani fa sapere di aver telefonato al ministro dell'Interno Piantedosi "per avere approfondimenti sul grave episodio accaduto oggi a Modena", esprimendo vicinanza ai feriti e ringraziando le forze dell'ordine. Anche Elisabetta Alberti Casellati parla di fatti che "lasciano senza parole per la loro gravità".

Dall'opposizione, Elly Schlein esprime "piena e totale vicinanza" ai feriti e alle loro famiglie, ringraziando soccorritori, personale sanitario e cittadini intervenuti "per fermare il responsabile di quello che dalle prime informazioni pare un atto volontario di violenza inaudita". Giuseppe Conte assicura che "tutto il Movimento 5 Stelle si stringe attorno alla comunità di Modena", auspicando che si faccia "rapidamente luce" sull'accaduto, dopo "l'ignobile aggressione". "Il responsabile paghi", aggiunge. Matteo Renzi parla di un evento "drammatico", chiedendo di "reagire tutti insieme con la massima determinazione".

Messaggi di solidarietà arrivano anche da Nicola Fratoianni, dal capogruppo di Fratelli d'Italia Galeazzo Bignami e da Maurizio Gasparri, che definisce quanto avvenuto "un comportamento orrendo e criminale". Nel pieno dello choc, la politica prova così a tenere insieme dolore e ricerca di risposte. Ma già emergono letture diverse destinate a segnare il dibattito pubblico.

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