La Lega sfida ancora i grillini: "Impossibile il reddito di cittadinanza ad aprile"

Non si spegne lo scontro nella maggioranza. Dopo le scintille sull'ecotassa, il reddito di cittadinanza torna nuovamente ad agitare le acque del governo

La Lega sfida ancora i grillini: "Impossibile il reddito di cittadinanza ad aprile"

Non si spegne lo scontro nella maggioranza. Dopo le scintille sull'ecotassa, il reddito di cittadinanza torna nuovamente ad agitare le acque del governo. Qualche giorno fa era stato il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Giancarlo Giorgetti a puntare il dito contro il sussidio grillino che di fatto a suo dire potrebbe aumentare il rischio del lavoro in nero. La risposta di Di Maio non si è fatta attendere: "Il contratto l'ho firmato con Salvini. E c'è il reddito di cittadinanza". Il leader leghista ha confermato che intende rispettare i patti, ma adesso arrivano le parole del sottosegretario Armando Siri a mettere in discussione le tempistiche per l'entrata in vigore del sussidio voluto dai penatastellati: "Il grande equivoco è parlare di una cosa che ancora non c'è e cioè il reddito di cittadinanza. Nella legge di Bilancio stiamo predisponendo dei fondi, nel merito la discussione è tutta da fare, e la faremo a gennaio con i decreti attuativi".

Poi il ragionamento di Siri si fa più esplicito: "Non sarebbe più il reddito di cittadinanza voluto dal M5S? Le cose possono anche evolvere. E del resto l'erogazione è prevista da aprile, ma a quella data i centri per l'impiego non saranno pronti. Dunque se si vuole partire bisogna trovare una strada alternativa". Infine il sottosegretario ripropone il prgetto della Lega per destinare il reddito minimo direttamente alle imprese come fondo per la formazione di nuovi dipendenti: "Sia noi che il Movimento siamo per un sostegno al lavoro, ci metteremo al tavolo e troveremo una soluzione. Io ho proposto che il reddito sia erogato dalle imprese a chi intraprende un periodo di formazione in azienda. Con questa strada si evitano abusi e si dà maggiore dignità a chi a fine mese riceverà l'assegno. Ne ho parlato con Di Maio, non ha chiuso a questa ipotesi, che è piaciuta ai rappresentanti delle imprese ricevuti il 9 dicembre da Salvini al Viminale". Ma da Palazzo Chigi in serata provano a far chiarezza sulle cifre "ballerine" del reddito minimo: "La misura del reddito di cittadinanza non ha subito alcuna variazione. Infatti nelle previsioni iniziali abbiamo stimato che, nell’arco di 12 mesi per ognuno dei prossimi tre anni, i costi del reddito di cittadinanza sarebbero stati i seguenti: 2019: 9 miliardi, 2020: 9 miliardi, 2021: 9 miliardi".

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