L'estremismo è il colore dei grillini

L'abitudine a chiudere un occhio su certi estremismi deriva da sinistra. Per anni il Pd torinese aveva tollerato l'abusivismo dei centri sociali, teatri di spaccio con libero accesso per delinquenti, quasi come un male necessario, perché alla fine serbatoio di voti utili a vincere le elezioni. Oggi invece, seppur ci sia in giro ancora qualche «intellò» post-comunista che non manca di difendere le occupazioni come spazio di «cultura libera» (c'è da piangere!), i nuovi conniventi hanno un solo e unico nome: Movimento 5 Stelle. Sono loro i veri responsabili politici di quanto accaduto sabato sera a Torino, il centro preso d'assalto dai cosiddetti anarchici manifestanti contro lo sgombero - legale e legittimo - dell'Asilo, occupato per 24 lunghi anni. Un corteo sfociato in durissimi scontri quando la polizia ha sbarrato l'accesso al ponte di corso Regina Margherita.

Erano poco più di mille gli insurrezionalisti. Briciole se si pensa alla marea umana che ha invaso piazza Castello per le due manifestazioni Si Tav dei mesi scorsi. Eppure di questa minoranza Torino (e non solo) è letteralmente in ostaggio, e non da ieri. E il sindaco Appendino che fa? Niente, nonostante il suo background borghese e benpensante. Niente, non può fare niente, perché questa parte impunita della città le consente di ostentare la maggioranza a Palazzo Civico. Se non lei è il suo gruppo politico a mostrare più di una parentela con i centri sociali. Non una sola voce istituzionale si è levata dall'assordante silenzio, non un solo grillino si sia sentito in dovere di stigmatizzare con forza quanto accaduto, al massimo qualche lieve imbarazzo, persino qualcuno (non val neppure la pena di nominarli) ha osato parlare di «politica fatta con ruspe e manganelli».

Torino sta pagando un prezzo troppo alto alla delinquenza comune sostenuta dalla politica. Novità di sabato, a fianco degli anarchici si è vista una discreta pattuglia di africani, sfrattati dalle case popolari, gente che ha reso off-limits la vita nei quartieri periferici. Eppure, neanche loro si possono toccare, nonostante nella stessa giornata i torinesi di Barriera di Milano abbiano ribadito il loro no ad altre moschee nel quartiere. Se le ore di terrore sono rimaste tali, se i danni sono stati in qualche modo contenuti, c'è solo da ringraziare le forze dell'ordine, il loro sangue freddo e la dedizione al lavoro. Ci vorrebbe che la Lega sciogliesse un nodo che si sta facendo troppo ambiguo. Come può il partito dell'ordine, della disciplina, del prima gli italiani, degli sgomberi continuare a governare con i fiancheggiatori dei criminali? Torino sabato sembrava quella degli anni '70. Ora davvero basta.

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