Salute

Per la leucemia linfatica cronica arriva un farmaco con l'ok di Aifa

Contro la neoplasia ematica, migliora la qualità della vita

Per la leucemia linfatica cronica arriva un farmaco con l'ok di Aifa

Un farmaco in grado di migliorare la qualità della vita di chi soffre di leucemia linfatica cronica. È l'ultimo prodotto presentato da Astrazeneca, che a Milano ieri ha annunciato la distribuzione in Italia di Acalabrutinib. Per il trattamento della neoplasia del sangue, sia nell'eventualità di nuova diagnosi che in caso di recidivati refrattari, l'Agenzia Italiana del Farmaco (Aifa) ne ha approvato la piena rimborsabilità.

La leucemia linfatica cronica è la forma più comune tra gli adulti, con il 30% delle diagnosi sul totale nel mondo occidentale. Sono circa 3.400 i nuovi casi registrati ogni anno solamente in Italia. Gli studi clinici hanno dimostrato come il trattamento con il farmaco abbia ridotto di oltre l'80% il rischio di progressione della malattia o di morte rispetto alla chemio-immunoterapia standard. Ulteriori test su pazienti con patologia cronica recidivata o refrattaria dimostrano che il farmaco riduce il rischio di progressione e morte del 69. Numeri, questi, che fanno ben sperare per il futuro.

Come spiegato da Paolo Ghia, Direttore del Programma di Ricerca Strategica sulla Leucemia Linfatica Cronica al San Raffaele di Milano, l'utilizzo del farmaco porta vantaggi soprattutto nelle fasce di età più avanzate: «La malattia peggiora la qualità di vita dei pazienti, spesso over 70 colpiti anche da altre patologie. Terapie come quella a base di Acalabrutinib, la cui tollerabilità è notevole, sono in grado di controllare la malattia a lungo termine e di migliorare la qualità di vita». A proposito di tollerabilità: in confronto all'attuale terapia con Ibrutinib, Acalabrutinib fa registrare minori eventi avversi correlati, come la fibrillazione atriale.

Per Antonio Cuomo, Direttore Unità Operativa Ematologia, Azienda Ospedaliero-Universitaria di Ferrara, Acalabrutinib - che appartiene alla classe degli inibitori di BTK - «ha rivoluzionato il trattamento della leucemia linfatica cronica». La somministrazione orale di questi farmaci riduce le ospedalizzazioni rispetto alla chemio-immunoterapia, fondamentale in era Covid. Paola Morosini, capo della divisione oncologia di AstraZeneca, si è detta orgogliosa del risultato: «La qualità di vita dei malati è una priorità. Acalabrutinib è una molecola di nuova generazione, che nasce da anni di ricerca. Vogliamo diventare punto di riferimento per la cura delle neoplasie ematologiche».

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