"Questo provvedimento consentirà di governare in maniera chiara e decisa il fenomeno migratorio. Fa riflettere che in Europa siano arrivati alle conclusioni che la Lega auspica e propone da anni". Andrea Ostellari, sottosegretario alla Giustizia del Carroccio, non ha dubbi sull'efficacia del ddl sull'immigrazione approvato in Consiglio dei ministri. "L'Italia spiega non si limita ad applicare il Patto, ma diventa un attore determinante dimostrando che la linea della fermezza responsabile sta all'interno del quadro europeo. È un provvedimento che rafforza la credibilità internazionale del nostro Paese e ribadisce che sicurezza, legalità e tutela dei diritti non sono alternative, ma parti della stessa strategia".
Con l'ok europeo alla lista dei Paesi sicuri e alla revisione delle procedure d'asilo, si può dire che l'Ue abbia adottato una linea più concreta sul tema migranti?
"Anche l'Unione europea ha capito e ha superato le rigidità del passato. La lista dei Paesi sicuri e la revisione delle procedure d'asilo introducono finalmente criteri realistici che distinguono tra chi fugge davvero da guerre e persecuzioni e chi usa il diritto d'asilo in modo strumentale. Se tutto è asilo, nulla è più asilo".
L'opposizione critica il blocco navale come "incostituzionale" e "simbolico".
"Qui non siamo davanti a uno slogan, ma a strumenti di sicurezza nazionale coerenti con il diritto europeo e internazionale finalizzati al contrasto dell'immigrazione illegale e dei trafficanti di esseri umani. Forse, per loro, la vera misura sarebbe non fare nulla e lasciare il controllo del Mediterraneo alle organizzazioni criminali. Noi non siamo così".
Immigrazione, giustizia e sicurezza sono sempre più intrecciate, e se il governo prova a spingere sul piano dell'ordine pubblico e dell'effettività delle decisioni, sul tema sicurezza si sta forse riposizionando anche l'opposizione, seppure ancora in termini di polemica politica. Farne una battaglia condivisa è utopia?
"Dipende da loro. Il governo sta affrontando i temi con norme e investimenti adeguati a tutela di forze dell'ordine e dei cittadini. La Lega e Matteo Salvini sono sempre stati chiari su questo tema. Basti pensare alla nostra battaglia sui militari di Strade sicure. L'unione di intenti sulla sicurezza comune dovrebbe essere una necessità, ma per farlo l'opposizione deve superare l'automatica contrapposizione ideologica".
Il ddl velocizza i procedimenti di espulsione. Cosa cambia per i detenuti stranieri?
"Finalmente, grazie alle battaglie della Lega, verrà data priorità alle decisioni del tribunale di sorveglianza sull'espulsione, così da renderle più rapide nei confronti dei detenuti stranieri con una pena, anche residua, fino ai due anni. E gli eventuali ricorsi a questi provvedimenti non ne sospenderanno l'esecuzione. Parliamo di più di 5mila detenuti che potrebbero essere espulsi".
Si modifica anche il sistema di accoglienza e protezione dei minori stranieri non accompagnati, in che modo?
"La tutela resterà ma fino a un'età più bassa, 18 e non più 21. Quindi si mantiene la protezione a chi ne ha diritto con procedure chiare e rapide, anche sull'identificazione. E, in caso di condotta contraria alle regole, la misura sarà interrotta e il prefetto ne disporrà il rimpatrio. Introdurre regole certe significa proteggere i minori, tutelando chi ne ha davvero diritto".
Sul referendum sulla giustizia l'opposizione punta più su un no "identitario" che su un confronto nel merito delle riforme. Perché alla sinistra riesce difficile entrare davvero nel contenuto della proposta?
"Perché in passato quelle proposte erano state da loro condivise e sostenute come necessarie. Oggi il loro no è esclusivamente ideologico e di parte, lo dimostrano le argomentazioni utilizzate a sostegno del voto contrario.
Questa riforma non è contro qualcuno, ma a favore dei cittadini e della stragrande maggioranza dei magistrati che ogni giorno lavorano in silenzio e che non partecipano a quel fenomeno degenerativo delle correnti politicizzate".