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L'Europa in ordine sparso: "Né informati né coinvolti"

Ira di Macron per la mancata comunicazione. Il repubblicano Usa Graham "deluso" da Bruxelles

L'Europa in ordine sparso: "Né informati né coinvolti"
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È frastagliata la reazione dell’Europa all’attacco israelo-americano contro l’Iran, tanto da provocare anche un commento amaro dei repubblicani. Perché se da un lato Kallas e von der Leyen riconoscono la pericolosità globale di un Iran «nuclearizzata», dall’altro la Francia si duole di non essere stata «né informata né coinvolta» nell’attacco militare (dimenticando i fatti libici), come detto da Macron aprendo la riunione straordinaria del Consiglio di difesa convocata all’Eliseo. Nel mezzo la posizione di Downing street, con Starmer (alle prese con una crisi nella sua maggioranza) che sottovoce ammette che i caccia del Regno Unito sono coinvolti «nella difesa degli alleati» del Golfo.
Ma andiamo con ordine. L’Alto Commissario per la Politica Estera dell’Unione Europea certifica che il regime iraniano ha ucciso migliaia di persone: «I suoi programmi missilistici balistici e nucleari, insieme al sostegno ai gruppi terroristici, rappresentano una seria minaccia per la sicurezza globale» e ricorda che l’Ue ha adottato forti sanzioni contro l’Iran, confermando che la missione navale Aspides rimane in stato di massima allerta nel Mar Rosso «ed è pronta a contribuire a mantenere aperto il corridoio marittimo». Von der Leyen, che ha ribadito in una telefonata a Bin Zayed il sostegno europeo agli Emirati Arabi Uniti, ha convocato per domani una riunione del Collegio di sicurezza dell’Ue per impedire un’ulteriore escalation «attraverso gli attacchi ingiustificati dell’Iran contro i partner della regione». Al contempo ha chiesto a tutte le parti di esercitare la massima moderazione, a proteggere i civili e a rispettare pienamente il diritto internazionale.
In una dichiarazione congiunta il presidente francese il premier britannico e il cancelliere tedesco si rivolgono a Teheran, affinché eviti attacchi contro paesi della regione.
Ma aggiungono che «noi non abbiamo partecipato a questi attacchi».
Da qui la reazione del senatore Gop Lindsey Graham, che su X ha definito «un eufemismo» dire di essere deluso dalla posizione europea, sostenendo che le democrazie occidentali «perdono la passione per la giustizia e il senso del bene e del male quanto più l’evento si svolge lontano dalle loro coste». E confrontando la reazione europea all’invasione russa dell’Ucraina con la situazione iraniana, ha accusato l’Europa di essere stata «patetica» nei confronti del popolo iraniano.
Macron ha precisato che il regime di Teheran «non ha altra opzione» che negoziare «in buona fede» lo smantellamento del suo programma nucleare e balistico. Più diretto Friedrich Merz secondo cui Teheran dovrebbe «cessare gli attacchi militari contro Israele e altri partner nella regione e porre fine alla violenza contro il proprio popolo e tornare a una soluzione negoziata». E su X scrive che Berlino resterà impegnata «per la pace e la sicurezza nella regione e per la sicurezza di Israele».

In attesa della riunione d’urgenza del Consiglio di sicurezza dell’Onu, chi si è portato avanti con il lavoro è l’Austria che si dice disposta ad ospitare colloqui di de-escalation tra Iran e Stati Uniti, come proposto dal ministro degli Esteri Beate Meinl-Reisinger, secondo cui l’Iran non dovrebbe possedere armi nucleari.

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