"L'europeismo scelta di campo": Berlusconi detta la linea

Il Cav chiarisce sui rapporti con l'Europa: "Deve essere di collaborazione, non di subordinazione". E assicura che Forza Italia sarà tra i "protagonisti del processo europeo"

"L'europeismo scelta di campo": Berlusconi detta la linea

Una rivendicazione netta in chiave europea. Silvio Berlusconi è tornato da giorni sul palcoscenico della politica italiana per affrontare di prima persona i prossimi appuntamenti che si riveleranno cruciali per il futuro del governo e del Paese. Il Cavaliere oggi è intervenuto nel corso di una riunione con gli eurodeputati di Forza Italia per tracciare una linea chiarissima: "La nostra collocazione e il nostro ruolo in Europa sono il tratto distintivo di Forza Italia. Per noi è una scelta di campo". Ribadendo che il partito azzurro è sorretto da pilastri cardine che lo caratterizzano come europeista, liberale, cristiano e garantista.

Da parte del leader forzista è stata confermata la presenza al fianco dell'Unione europea e dei valori storici che accomunano gli Stati membri. E ha voluto far luce sulla relazione con l'Ue, chiarendo che si tratta di un "rapporto che naturalmente deve essere di collaborazione e non di subordinazione". La riunione della delegazione di Forza Italia al Parlamento europeo è stata per Berlusconi l'occasione per ricordare anche che "siamo in Europa per essere protagonisti del processo europeo". Ovviamente sempre nell'ambito del Partito popolare europeo, "la nostra famiglia naturale".

"Alternativi alla sinistra"

Il Cav ha voluto sottolineare che il Ppe, da considerarsi la grande famiglia dei cristiani liberali, rappresenta "l'alternativa alla sinistra" e che risulta essere "ben distinta dalla destra". Proprio per questo Berlusconi ha puntato l'attenzione su un significato profondo: "Noi non dobbiamo cercare una collocazione in Europa dentro a gruppi politici eterogenei e compositi, siamo naturalmente parte della più grande e consolidata famiglia politica europea, che orgogliosamente rappresentiamo nel nostro Paese". Senza dimenticare il fondamentale ruolo svolto da Forza Italia nelle decisioni dell'Europa, grazie a cui è stato possibile fornire una "risposta vera, forte e credibile" alle drammatiche conseguenze della pandemia.

Il tema immigrazione

Altro tema centrale del suo intervento è stato quello relativo all'immigrazione. Un fronte verso cui Berlusconi ha chiesto ai Paesi europei di dimostrarsi solidali nei fatti e non nelle classiche dichiarazioni di facciata: a suo giudizio il problema "non si risolve costruendo muri", ma trovando una soluzione efficace e condividendo "scelte di rigore, di accoglienza e di fermezza secondo i casi".

Strumento unico di difesa

Berlusconi ha poi ribadito la necessità di una comune politica estera europea e un comune strumento di difesa, "naturalmente in sinergia con l'Alleanza Atlantica che è il nostro riferimento assoluto". Forza Italia più volte ha sollevato la questione e, anche alla luce dell'impotenza dimostrata dall'Europa nella catastrofe afghana, adesso "se ne sono resi conto molti altri". Tuttavia va preso atto che "la strada per arrivarci è ancora lunga".

Covid e vaccini

Non può essere tralasciata la questione della pandemia: se da una parte la situazione italiana consente un cauto ottimismo, dall'altra lo scenario mondiale è pieno di forti preoccupazioni. Pertanto il Cav sostiene l'urgenza di "uno sforzo generoso che solo l'Europa e gli Stati Uniti insieme possono mettere in campo" al fine di vaccinare i popoli del mondo che ancora non hanno potuto farlo. Questa viene ritenuta una condizione imprescindibile per battere definitivamente il Coronavirus, altrimenti "prima o poi tornerà con forza anche da noi".

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