Il liberalismo non è una moda

Caro Salvini, lei è simpatico a corrente alternata, ora perché dice molto irritanti per un liberale ma subito dopo perché merita totale solidarietà (sempre liberale) contro coloro che cercano di farla fuori alla manettara già usata con Craxi e Berlusconi

Il liberalismo non è una moda

Caro Salvini, lei è simpatico a corrente alternata, ora perché dice molto irritanti per un liberale ma subito dopo perché merita totale solidarietà (sempre liberale) contro coloro che cercano di farla fuori alla manettara già usata con Craxi, Andreotti e Berlusconi. Resta il fatto che i liberali non sognano Salvini capo del governo neanche se vincesse il torneo del centrodestra e il perché lei l'ha ben capito dal momento che insiste con la nuova password: «liberale». Ciò accade, credo, sia perché lei è intelligente sia perché è un ottimo politico. Ed ha capito che a Palazzo Chigi, non può sedere un sovranista. Però dovrebbe rendersi conto che non si può lanciare la moda «liberale» come si trattasse della nuova stagione autunno-inverno. L'intenzione è buona, ma non basta come unica prova aver chiacchierato con l'ottimo Marcello Pera. Come lei sa, era liberale Winston Churchill che ringhiava «combatteremo nelle strade, sui campi e nelle strade e non ci arrenderemo» quando era in guerra con i sovranisti nazisti alleati della sovranista «Armata Rossa» finché Hitler non sparigliò il gioco. I liberali non sparigliano. Benché io sia stato vicesegretario del minuscolissimo Partito Liberale, non pretendo di dare lezioni a nessuno ma immagino lei sappia che la conquista della patente liberale non si ottiene con un paio di dichiarazioni opportune e sospette di opportunismo. Tuttavia, prendiamo per buono l'effetto annuncio, in attesa dei fatti. E in politica, come in amore, i fatti sono le parole e le parole sono i fatti.

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