L'idea "scandalosa" dei Repubblicani: trovare sottotraccia il leader di domani

La sconfitta la prima prova per capire se il trumpismo è radicato nel partito Il regno del tycoon ha in panchina molti politici. Che ora guardano al 2024

L'idea "scandalosa" dei Repubblicani: trovare sottotraccia il leader di domani

Trump occupa ancora la Casa Bianca e sembra intenzionato a non concedere la vittoria a Biden, ma il partito repubblicano si sta già dividendo tra chi è pronto a seguire il presidente fino in fondo e vorrebbe comunque mantenerlo come leader e chi invece intende seguire le regole, garantire un pacifico trasferimento del potere e ritornare sui binari ideologici tradizionali. È presto per dire che nel Great Old Party si stanno formando due correnti contrapposte, perché abbiamo piuttosto a che fare con prese di posizione individuali, spesso influenzate dal tipo di elettorato cui il parlamentare deve rispondere: in un certo senso, siamo di fronte a una prima verifica di quanto il trumpismo si sia radicato nel partito dopo i quattro anni di guida autoritaria del presidente, e di quali siano le sue possibilità di sopravvivere se questi abbandonasse la partita. Gli analisti sono divisi. C'è chi ritiene che la mutazione del Gop sia irreversibile, perché risponde a una mutazione del suo elettorato e delle aspettative dei tempi di Reagan e di Bush, nonché alle spinte nazionaliste ormai diffuse in tutto l'Occidente. Altri invece pronosticano che il trumpismo farà la fine dei tea party, il movimento ultraliberista che dieci anni fa era sul punto di imprimere al partito il proprio marchio ma ha finito col dissolversi.

La vera posta in gioco è la candidatura alla Casa Bianca del 2024, in cui, visto che Biden non si ricandiderà per ragioni di età, i repubblicani avranno buone possibilità di vittoria contro Kamala Harris o qualche altro esponente della sinistra. Un bis di Trump è possibile, anche se nella storia americana ha un solo precedente, ma è più probabile che dai gruppi di senatori e di governatori emergano presto altri aspiranti, che se la giocheranno poi alle primarie. Fare nomi, a questo punto, è prematuro, ma il partito non manca certo di talenti, alcuni dei quali sono stati costretti da Trump a restare in panchina.

Sarebbe sbagliato sostenere che il Gop ha perso queste elezioni. Lo stesso Trump è stato battuto negli Stati contesi per un pugno di voti, con distacchi inferiori all'1%, e il New York Times ha osservato che, se non si fosse fatto tanti nemici nel suo stesso partito con offese gratuite e accuse ingiustificate, ce l'avrebbe quasi certamente fatta. Nelle elezioni per il Congresso, i repubblicani hanno addirittura riconquistato cinque dei seggi perduti nel 2018, con la soddisfazione aggiuntiva di eliminare alcuni campioni della sinistra democratica, che avevano commesso l'imprudenza di guidare la campagna per il taglio dei fondi alla polizia. Al Senato, la situazione è più complessa: nella scorsa legislatura il Gop aveva un vantaggio di 53 a 47, ma doveva difendere diversi collegi in bilico e veniva dato perdente dalla maggior parte dei sondaggisti. Il risultato è stato invece un temporaneo pareggio e il verdetto finale si avrà solo il 5 gennaio, quando saranno in palio, in una elezione suppletiva, i due seggi spettanti alla Georgia e oggi occupati dal Gop. Se riusciranno a mantenerne almeno uno, avranno la maggioranza nella Camera alta, con la possibilità di bloccare ogni iniziativa legislativa dei democratici, di bocciare i ministri proposti dal presidente e di esercitare un'influenza spesso decisiva in materia di politica estera. L'esito di questa elezione influirà profondamente sulla presidenza Biden e già si prevede uno scontro all'arma bianca, con l'investimento di montagne di dollari da entrambe le parti. Wall Street si è già schierata con i repubblicani, perché conta su di loro per bocciare l'aumento dell'imposizione fiscale sulle fasce di reddito più alte proposto dalla sinistra democratica. Con la Georgia spaccata in due, ancora una volta un'elezione di cruciale importanza per un Paese di 360 milioni di abitanti dipenderà da poche migliaia di persone.

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