L'ideona estiva dei radical chic: bastonarci con la patrimoniale

La sinistra torna all'assalto: "La ricchezza va redistribuita". E raccoglie le firme. Il mondo dello spettacolo e della cultura corre subito in aiuto

L'ideona estiva dei radical chic: bastonarci con la patrimoniale

Colonnine di mercurio sopra i 30 gradi. L'estate alle porte, finalmente. Quest'anno, però, c'è poco da rallentare, da tirare il fiato. C'è da correre, c'è da recuperare il terreno bruciato in un anno e mezzo di chiusure e limitazioni, sennò si rischia di andare a gambe all'aria. Ma, mentre la maggior parte degli italiani stringe i denti, c'è una schiera (fortunatamente non troppo folta) di radical chic a cui il primo caldo deve aver dato alla testa. Nelle ultime ore se non sono usciti con l'ennesima raccolta firme a sostegno di un'ideona che da sempre li manda in sollucchero: quella cioè di azzannare i risparmi dei contribuenti piazzando una succulenta patrimoniale per finanziare imprecisate politiche giovanili.

L'ideona era nell'aria già da un po' di tempo. L'aveva lanciata qualche settimana fa il segretario piddì Enrico Letta, in vena di cercare un po' di visibilità. Fortunatamente era stato immediatamente stoppato da un perentorio Mario Draghi che, senza troppi giri di parole, gli aveva messo bene in chiaro che con lui a Palazzo Chigi certe ricette, che azzoppano qualsiasi sistema economico in cerca di ripartire, non sono nemmeno da prendere in considerazione. Purtroppo, qualche giorno dopo l'assalto alla diligenza ha ripreso. Sinistra Italiana si è intestata la battaglia e venerdì scorso ha depositato la proposta di legge di iniziativa popolare in Corte di Cassazione. "La ricchezza in questi anni non è scomparsa ma si è distribuita in modo diseguale", ha spiegato Nicola Fratoianni assicurando che "non si tratta di una rapina". L'obiettivo è far pagare chi ha più di 500mila euro lo 0,2% del proprio patrimonio e poi, sopra il milione, a salire fino al 2% per i patrimoni che superano i 50 milioni. "Le risorse - ha, quindi, concluso - verranno usate per i giovani, per garantire più diritti, per gli asili nido, per pagare libri di testo".

L'operazione di "giustizia", come vorrebbero spacciarla Fratoianni e compagni, è in realtà una vera e propria morsa a tenaglia. Basta andare sul sito creato ad hoc per la raccolta firme per capirlo. Il "calcolometro" dà infatti un'idea sommaria su quanto possa ammontare la stangata. Stangata che viene calcolata non soltanto sulla giacenza bancaria, ma anche sulla rendita catastale di tutti gli immobili (anche la prima abitazione), sul deposito titoli e più in generale su tutti i beni di cui il contribuente è in possesso. "Sarebbe come ripristinare la tassa sulla prima casa a carico di milioni di italiani che, a forza di sacrifici, risparmi e rate di mutuo, sono riusciti a realizzare il sogno di un appartamento di medio valore in una qualsiasi città", ha fatto notare il capogruppo di Forza Italia al Senato, Anna Maria Bernini, spiegando che la tassa non andrebbe a colpire né i grandi evasori né i titolari di patrimoni mobiliari all'estero, ma un ceto medio già messo in ginocchio da dieci anni di crisi economica.

Nonostante la proposta di Sinistra Italiana sia del tutto anacronistica e piuttosto pericolosa per le sorti del nostro Paese, c'è chi ha subito sposato la crociata. Il primo a metterci la faccia è stato l'attore Alessandro Gassmann che, dopo aver sponsorizzato la delazione dei vicini di casa birichini durante l'ultimo lockdown, ha annunciato su Twitter che "chi ha molto deve dare a chi è in maggiore difficoltà". Sulla stessa linea anche lo scrittore Gianrico Carofiglio che, in una intervista all'agenzia AdnKronos, si è detto favorevole, "in forme ovviamente intelligenti e non punitive", al prelievo sui patrimoni. "Nel nostro Paese le sperequazioni e le disuguaglianze sono intollerabili", gli ha fatto poi eco Maurizio De Giovanni. "Io sono ovviamente favorevole, e lo sono da tempo".

Probabilmente nelle prossime ore altri esimi esponenti del mondo dello spettacolo e della cultura si faranno avanti per sostenere questa strampalata proposta. Finché rimarranno solo un rumore di fondo in questa calda estate, gli italiani non avranno nulla da temere. Il centrodestra ha già assicurato in lungo e in largo che farà da argine a questa deriva ideologica. E pure Draghi ha già assicurato che questo "non è il momento di prendere i soldi ai cittadini, ma di darli". I progressisti si mettano l'anima in pace e la smettano di fare i finti Robin Hood.