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L'inchiesta si allarga a Bolzano. "L'organo? Blocco di ghiaccio"

Nuovi indagati. Audit del Monaldi. Il legale: "Chieste le cartelle per un nuovo consulto"

L'inchiesta si allarga a Bolzano. "L'organo? Blocco di ghiaccio"
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A Bolzano la cardiochirurga dice di avere chiesto "al personale di sala di integrare il ghiaccio mancante fino alla copertura completa del contenitore con il cuore espiantato" perchè quello portato dai medici di Napoli non era sufficiente e si era in parte sciolto durante il viaggio. Ed è lì che il box del cuore destinato al piccolo Domenico viene letteralmente rabboccato con quello che, da quanto emerge dagli audit interni all'ospedale Monaldi, è descritto come "ghiaccio tritato".

Una volta a Napoli, all'apertura del contenitore termico, risulta impossibile estrarre "il secchiello contenente il cuore, completamente inglobato in un blocco di ghiaccio". Nel frattempo il cardiochirurgo che esegue il trapianto esporta il cuore di Domenico prima di entrare in possesso del box e quindi prima di verificarne le condizioni dell'organo. Un problema di comunicazione interno alla sala operatoria. Il resto è storia nota.

Siamo solo all'inizio delle indagini per ricostruire la catena di errori che ha ridotto in fin di vita il bambino di Napoli. L'inchiesta della Procura di Napoli è destinata ad ampliarsi. Il numero degli indagati, allo stato attuale sei e tutti a Napoli, sembra destinato a crescere con il coinvolgimento anche di alcuni professionisti di Bolzano dove gli operatori del Monaldi.

Gli ispettori del ministero stanno ancora svolgendo le proprie indagini all'ospedale e andranno avanti anche nelle prossime settimane. Dopo di che si trasferiranno a Bolzano.

Intanto i legali della famiglia di Domenico hanno chiesto all'ospedale tutta la documentazione clinica, compresa la relazione firmata mrcoledì dal Heart team di super esperti, che ha decretato "la non trapiantabilità" del bimbo.

L'ultima "flebile speranza", spiega l'avvocato Francesco Petruzzi, è rappresentata dalla disponibilità ricevuta da associazioni in Italia e all'estero, che si sono messe in contatto con la famiglia, per ottenere nuovi pareri da altri specialisti "e capire se c'è ancora una possibilità clinica per poter far rientrare il bambino nelle condizioni di poter essere trapiantato". Per fare questo però, sottolinea il legale, "serve la documentazione medica sulla quale produrremo anche noi una posizione, visto che al momento l'unico dato documentale che abbiamo potuto apprezzare è la relazione del Bambino Gesù. Del Monaldi abbiamo letto solo i bollettini medici". Il tentativo arriva in una fase in cui il quadro clinico del piccolo Domenico sembra del tutto compromesso.

E se davvero questo sarà l'avvio della sua ultima fase di vita, mamma Patrizia sa di non essere sola: ieri sera oltre un centinaio di persone, nonostante la pioggia battente, si sono date appuntamento in piazza a Nola per una fiaccolata: in strada palloncini a forma di cuore, fiaccole e uno striscione con la scritta "Per il nostro guerriero".

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