Liste d'attesa infinite e costi altissimi Un italiano su tre non riesce a curarsi

Una mammografia 13 mesi, una risonanza 12. E farmaci assenti

Francesca Angeli

Roma Liste d'attesa interminabili e costi troppo alti. Il Servizio Sanitario Nazionale diventa sempre più inaccessibile e si restringe la platea dei pazienti assistiti. Un cittadino su tre non riesce ad usufruire dei servizi della sanità pubblica . Nel 2017 il 37,3 per cento degli italiani, il 6 per cento in più rispetto all'anno precedente ha segnalato a Cittadinanzattiva-Tribunale per i diritti del malato di esser stato tagliato fuori. Il principale ostacolo sono le liste di attesa per mammografie, risonanze e tac. Il secondo i costi in salita per ticket, farmaci e prestazioni in intramoenia che non tutti possono permettersi

Per un intervento di cataratta si aspettano fino a 15 mesi, 13 mesi per una mammografia, 12 mesi per una risonanza magnetica, 10 per una Tac e per una protesi d'anca, 9 mesi per un ecodoppler e 7 per una protesi al ginocchio

Un quadro preoccupante quello che emerge dal XXI Rapporto PIT Salute: Tra attese e costi, il futuro della salute in gioco elaborato da Cittadinanzattiva-Tribunale per i diritti del malato in collaborazione con Fnopi, Fnomceo e Fofi.

Sono soprattutto le liste di attesa per gli interventi chirurgici, per chemio e radioterapia a crescere e dunque a rendere più precarie le possibilità di guarigione perché nel campo oncologico la tempestività dell'intervento è cruciale. Oltre la metà dei cittadini, il 56 per cento, più due per cento rispetto al 2016, denuncia i tempi di attesa intollerabili. Si attende soprattutto per le visite specialistiche 39 percento e per gli interventi di chirurgia, 30; seguono le liste di attesa per gli esami diagnostici, 20,8 e infine anche per la chemio e radioterapia che salgono al 10 con un aumento del 100 per cento rispetto all'anno precedente. I pazienti denunciano carenze e ritardi anche negli interventi di Pronto soccorso dove subisce attese eccessive il 44,4 per cento degli utenti. Molti lamentano anche la mancanza di trasparenza per le modalità con le quali viene assegnato il codice di urgenza: triage poco chiaro per il 36,2 per cento.

Un altro grande problema è quello della disponibilità dei farmaci che spesso scarseggiano e quando ci sono hanno costi eccessivi. A segnalare la difficoltà di reperire farmaci è il 30 per cento dei cittadini. Sono gli innovativi ad essere più difficilmente reperibili. Il 30, 4 non riesce ad ottenere quelli per l'epatite C , anche se la situazione è in miglioramento perché nel 2016 erano il 44,4 per cento.

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