Lombardia e Lazio "salve". Ma l'Iss: ridurre i contatti

Emilia, Campania e Molise in arancione. Molte zone rosse localizzate. L'indice Rt sfiora l'uno

Campania, Emilia Romagna e Molise passano in fascia arancione. In Umbria confermato il rosso per diverse aree: Perugia e la zona di Terni. Lombardia, Liguria e Lazio restano gialle ma l'Italia entra in uno stato di «allerta precoce». L'attenzione degli esperti sale ma per ora il sistema dei colori basato sul «peso» dell'indice di trasmissione resiste e per arginare le varianti è considerata sufficiente l'azione chirurgica di zone rosse circostanziate, istituite tempestivamente. L'ultimo monitoraggio settimanale dell'Istituto superiore di sanità rileva che nel periodo che va dal 27 gennaio al 9 febbraio l'Rt è salito a 0,99. In crescita rispetto alla settimana precedente quando era 0,95 con un limite superiore che comprende l'uno e in una decina di regioni lo supera. In considerazione però anche di altri indicatori di rischio per ora soltanto Molise, Campania, Emilia Romagna passano in arancione a partire da domani come da ordinanza del ministro della Salute, Roberto Speranza. L'incidenza a livello nazionale passa da 133,13 casi per 100mila abitanti a 135, 46 in peggioramento.

Gianni Rezza, direttore generale del Dipartimento di Prevenzione del ministero della Salute, parla di un «quadro epidemiologico in fase di transizione con una tendenza all'incremento dei contagi» dovuta soprattutto alla variante inglese, presente in modo molto differenziato sul territorio. L'insorgere improvviso di nuovi focolai è dovuto proprio a questa mutazione che è molto più contagiosa. È sempre il professor Rezza a spiegare che ad esempio è presente lungo la costa adriatica in alcune aree nel 50 per cento dei casi rilevati. Fortunatamente però, aggiunge Rezza, il vaccino si è dimostrato pienamente efficace per questa variante che presenta una contagiosità nel nostro Paese del 39 per cento superiore al coronavirus «tradizionale». Per Rezza contro le varianti occorre agire «in modo rapido e aggressivo, si deve fare il contenimento: vanno fatte le zone rosse che riducono la mobilità».

La variante si diffonde molto velocemente anche nella popolazione più giovane e tra i bambini. Su questo fronte però arrivano le rassicurazioni del presidente del Consiglio Superiore di Sanità, Franco Locatelli: contagia i bambini, assicura ma non in modo più grave rispetto al primo coronavirus.

Ma per la terza settimana si confermano i segnali di tendenza «ad un graduale incremento nell'evoluzione epidemiologica che richiede misure di mitigazione nazionali e puntuali interventi di mitigazione nelle aree a maggiore diffusione» perchè si teme di nuovo un «sovraccarico dei servizi sanitari». L'Umbria ha un livello di rischio alto e salgono a 12, contro le dieci della settimana precedente le regioni con una classificazione di rischio moderato. Il tasso di occupazione delle terapie intensive a livello nazionale resta sotto la soglia critica del 30 per cento e si ferma al 24. Il presidente dell'Iss, Silvio Brusaferro, segnala il calo dell'incidenza dei contagi tra gli over 80 grazie alle vaccinazionBrusaferro però insiste nel raccomandare «grande prudenza, rafforzando le misure restrittive» e «restando a casa».

Anche perché l'immunità d gregge per ora resta una chimera. La campagna vaccinale attuale alla luce delle dosi a disposizione punta soltanto a proteggere le categorie più fragili. Come puntualizza Rezza è una campagna di protezione.

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