Leggi il settimanale

L'ombra della gang che terrorizza Roma dietro l'aggressione alla stazione Termini

L'ennesimo pestaggio dei "maranza". Arrivano 3.500 agenti nella Capitale

L'ombra della gang che terrorizza Roma dietro l'aggressione alla stazione Termini
00:00 00:00

Botte alla stazione: fermati altri due aggressori del funzionario ministeriale. Lo puntano e senza alcun motivo lo massacrano di botte. Le immagini delle telecamere, da sabato notte al vaglio della polizia, sono chiare. Perché accanirsi su un uomo indifeso? Non dicono una parola, non gli sottraggono il portafogli o il cellulare. Li conosceva? In Procura sono al lavoro per capire cosa è avvenuto esattamente alla stazione Termini fra i picchiatori magrebini e il 57enne del Mimit uscito di casa per andare in farmacia. La zona è ad alto rischio, la vittima non può immaginare che passare davanti a quegli stranieri sotto i portici significa rischiare la vita. I "maranza" di Milano si accaniscono così, senza un perché, contro il primo che passa, soprattutto se italiano. A Roma, nella casbah dell'Esquilino, sono soprattutto tunisini, egiziani, marocchini e nigeriani a gestire lo spaccio di droga, furti e rapine. Ma non solo. Fra i senza fissa dimora del terminal più grande del Centro Sud cova anche l'odio razziale. Ne ha fatto le spese coltello Abigail Dresner di 24 anni, la studentessa israeliana ferita con un coltello dal 24enne polacco mentre era in coda per acquistare un biglietto ferroviario. Le scritte ebraiche sullo zaino scatenano la furia del killer. I due non si conoscevano, non si erano mai incontrati, non avevano scambiato nemmeno una battuta. Mentre il 57enne è ancora intubato in terapia intensiva per le lesioni al volto e alla testa, proseguono le indagini della squadra mobile. Salgono a quattro i fermati con l'accusa di tentato omicidio aggravato. Oltre ai primi due, Mohamed Mansy Mahmoud Mohamed Elramady, egiziano di 18 anni con in tasca il decreto di espulsione mai eseguito, e Moslem Othmen, tunisino di 20 anni schedato per spaccio di droga e armi, sono stati fermati altri due giovani tunisini. Il primo di 20 anni, precedenti per furto, lesioni, resistenza a pubblico ufficiale, l'altro di 21 anni, irregolare. Non erano passate 24 ore dalla feroce aggressione in via Giovanni Giolitti che dal centro di Roma si spostano verso San Paolo. Sulla via Ostiense scippano il cellulare dalle mani di una donna, inseguiti dagli agenti di una volante, vengono acciuffati sul ponte Settimia Spizzichino. I loro volti sono quelli immortalati dalle telecamere durante il pestaggio, gli abiti che indossano pure tanto da far scattare il fermo di pg. In totale sei arrestati per le due aggressioni, al funzionario e al rider tunisino al quale hanno rubato il denaro delle consegne. A coordinare le indagini di squadra mobile, polfer, uomini delle volanti e commissariato Viminale il pm Nadia Plastina, già alla Dda e in indagini pesanti, come quella sulla morte di Fabrizio Piscitelli, "Diabolik", capo ultrà e, soprattutto, narcotrafficante. Il quadro che emergerebbe in Procura sarebbe quello di bande di immigrati di seconda generazione, nati in Italia ma con un forte senso di rifiuto per la civiltà occidentale. Gang in guerra fra loro per il controllo del territorio. Oltrepassare le zone controllate da loro è una provocazione che non passa liscia. Questo potrebbe essere accaduto sabato sera e la reazione dei "maranza all'amatriciana" sarebbe stata inevitabile. "I fermati risultano già gravati da precedenti per reati violenti - spiega Domenico Pianese del Coisp -. Arrestare non basta se chi delinque abitualmente torna rapidamente in strada pronto a colpire di nuovo.

È necessaria una risposta completa e duratura". Nei prossimi giorni di gennaio prenderanno servizio 3500 nuovi poliziotti, 470 a Roma. Salgono così a 42500 gli operatori delle forze di polizia assunti dall'inizio del mandato di questo governo.

Commenti
Pubblica un commento
Non sono consentiti commenti che contengano termini violenti, discriminatori o che contravvengano alle elementari regole di netiquette. Qui le norme di comportamento per esteso.
Accedi
ilGiornale.it Logo Ricarica