Londra assaggia la crisi. Boris in ferie in Spagna. "Schiaffo agli inglesi"

Johnson ospite nella mega villa di un amico Tory. Mentre colpisce l'emergenza energetica

Londra assaggia la crisi. Boris in ferie in Spagna. "Schiaffo agli inglesi"

La crisi del carburante non è affatto superata, i prezzi dell'energia salgono e il Regno Unito si prepara a un «inverno di malcontento» per via dell'inflazione e dei problemi di approvvigionamento che rischiano di lasciare gli scaffali dei supermercati ancora vuoti e i benzinai a secco. Ecco perché fa storcere il naso la vacanza del primo ministro Boris Johnson, volato in ferie direzione Spagna, nei pressi di Marbella, Costa del Sol, per trascorrere alcuni giorni di relax in una lussuosa villa da 30mila euro a settimana, in compagnia della giovane moglie Carrie Symonds, 33 anni contro i 57 del premier, incinta del loro secondo figlio, e del primogenito Wilfred, 1 anno.

Proprietario dell'abitazione, all'interno di una tenuta da 600 ettari nel comune di Benahavis, è il conservatore Zac Goldsmith, amico del premier, ex candidato a sindaco di Londra (battuto dal laburista Khan) e oggi membro della Camera dei Lord, che in passato ha ospitato nella villa l'attuale primo ministro pakistano Imran Khan, quando era un giocatore di cricket e marito della sorella Jemima Goldsmith, e persino Lady Diana dopo il divorzio con Carlo.

È probabile, ma BoJo non conferma, che la coppia più potente del Regno Unito non abbia sborsato una sterlina. Ma poco importa. Un coro di voci si è alzato spiegando di non aver gradito la tempistica del premier e imputando a BoJo un menefreghismo ingiustificato in un momento delicatissimo per il Paese. Il rischio è che all'appuntamento di Natale non manchi solo il carburante ma anche il tacchino, dopo che l'aumento dei prezzi del gas sta mettendo a rischio gli allevamenti. L'esercito interverrà per la consegna del carburante ma nonostante l'offerta di concedere 5mila visti temporanei per sopperire alla mancanza di camionisti, fino a qualche giorno fa appena 127 avevano fatto richiesta. «Un fallimento da incompetenti nel preparare il paese alla realtà dell'era Brexit» lo ha definito il quotidiano conservatore Telegraph. Come se non bastasse, il Covid sta portando a una carenza di lavoratori a meno di 100 giorni dall'appuntamento natalizio.

Gareth Stace, direttore di UK Steel, voce dei produttori di acciaio del Paese, si è detto convinto che «non era il momento» per Johnson di andare in vacanza. «Il tempismo non poteva essere peggiore - ha attaccato l'ex deputata tory Anna Soubry, che ha lasciato il seggio contro la Brexit - Ma è come se al premier non importi. Ha una maggioranza di 80 seggi e pensa che andrà tutto bene». Ironico e pungente l'ex spin doctor di Tony Blair, Alastair Campbell: «Marbella? Che bello! Al diavolo il lavoro, taglio il welfare e vado in vacanza», ha scritto su Twitter mentre i laburisti chiedono «risposte urgenti su chi gestisce esattamente» la politica a Londra.

In effetti, BoJo sembra tranquillo. Downing Street fa sapere che dalla Spagna «sta continuando a lavorare» sui dossier scottanti, che resta al comando, e ieri ha parlato al telefono con il premier indiano Narendra Modi. «Penso che tutti capiscano che è giusto che le persone prendano una pausa al momento opportuno», dice il portavoce. Per Johnson si tratta delle prime vacanze all'estero dall'esplosione della pandemia, quando ha «rischiato la vita», come ricorda il ministro del Commercio Kwasi Kwarteng, che definisce «ragionevole» la pausa, in coincidenza con la pausa parlamentare per i Congressi dei partiti. Johnson sarebbe partito dopo il discorso finale in cui ha promesso «salari alti e tasse basse» e ricordato che con la Brexit «saremo liberi di fare meglio». Sempre che entro Natale non arrivi il peggio.

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