Londra e Berlino, piano per la ripartenza. Le riaperture in 4 fasi: "Ma serve cautela"

Grazie ai vaccini di massa i ricoveri in Gran Bretagna scesi a -85%. Dall'8 marzo riaprono le scuole, oggi la Merkel discute il programma

Fuori dal tunnel per effetto dei vaccini di massa. Londra si culla nell'idea di un cauto ritorno alla vita e intanto programma le scadenze. Una lenta, graduale marcia verso la normalità, ci vorrà pazienza, perchè verrà realizzata a fine giugno, ma intanto c'è il piano per la riapertura della Gran Bretagna, annunciato da Boris Johnson in Parlamento. Un premier diverso, che sceglie questa volta di andare con i piedi di piombo. Già troppe volte si è dovuto rimangiare le promesse, questa volta ha deciso che è meglio sbagliare per eccesso di cautela.

Merito sicuramente dei vaccini, ad oggi è stato già immunizzato un adulto su tre e per luglio si prevede che tutta la popolazione adulta avrà ricevuto almeno la prima iniezione.

Quattro settimane dopo la prima dose di vaccino i ricoveri sono scesi a -85 per cento. Il programma di riapertura è scandito su quattro tappe, che grosso modo corrispondono ai mesi fra marzo e giugno. La prima data importante è l'8 marzo, quando ripartiranno le scuole, seguita dal 29 marzo, quando sarà di nuovo consentito incontrarsi all'aperto, inclusi nei giardini di casa, e sarà abolita la raccomandazione di «stare a casa». La fase due, il 12 aprile, vedrà la riapertura dei negozi, dei parrucchieri, delle palestre e la ripresa del servizio all'aperto per bar e ristoranti. «Non possiamo continuare all'infinito con restrizioni che indeboliscono la nostra economia, il nostro benessere mentale e fisico», ha detto il premier. La terza tappa, il 17 maggio, prevede la ripresa completa della ristorazione, con un limite di gruppi di sei persone, oltre alla riapertura di cinema e teatri. Londra, inoltre, punta a un ritorno dei tifosi negli stadi dal 17 maggio con una capacità limitata a un massimo di 10 mila persone. «I vaccini hanno cambiato la situazione in nostro favore», ha aggiunto. Il 21 giugno saranno tolte le restanti restrizioni, incluse quelle alle discoteche. Raccomandazioni come il lavoro da casa, l'uso delle mascherine e il mantenimento della distanza sociale di due metri resteranno però in vigore per mesi, così come difficilmente le vacanze all'estero saranno autorizzate prima di agosto. Il passaggio da una fase a quella successiva dipenderà dai dati. In particolare, dovranno essere rispettati quattro criteri: che le vaccinazioni procedano come programmato, che i vaccini facciano scendere decessi e ricoveri in ospedale, che i contagi non salgano in modo da sommergere gli ospedali e che nuove varianti del virus non compromettano la situazione. Dal picco di 60 mila nuovi casi al giorno di metà gennaio si è scesi sotto la soglia di diecimila, così come i decessi sono ormai 2-300 al giorno.

E un piano scandito da quattro fasi è anche quello che sogna Angela Merkel che vorrebbe una graduale riapertura. Lo rivela la Bild, citando il contenuto di un incontro dei vertici della Cdu. La cancelliera non ha illustrato i dettagli di quello che potrebbe diventare il nuovo piano di allentamento delle restrizioni, che dovrebbe essere elaborato a partire da oggi da un gruppo di lavoro. «Esiste il legittimo desiderio di aprire», ha dichiarato Merkel, citata da Bild. «Il desiderio di aperture», deve essere «combinato con la sicurezza». Si tratta di fare test, tracciare i contatti, indossare mascherine sicure, anche perché le mutazioni hanno comportato un aumento del tasso di contagio. La cancelliera ha esortato ad adottare strategie di apertura «intelligenti» che codifichino i contatti privati, le norme da adottare nelle scuole, nelle università, nelle scuole professionali, nei ristoranti, nei circoli sportivi. Merkel ha quindi esortato i vertici dell'Unione ad assumersi la massima responsabilità e ad unirsi in una «indispensabile linea di partito unitaria». Intanto Nizza il più grande focolaio Covid d'Europa ha deciso di attuare il lockdown.

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