Elezioni politiche 2022

L'orizzonte limitato del Terzo polo

C'è un'ideale Spoon River di chi nel tempo ha tentato di impossessarsi dell'elettorato di Forza Italia, accusando Berlusconi di essere diventato "estremista".

L'orizzonte limitato del Terzo polo

C'è un'ideale Spoon River di chi nel tempo ha tentato di impossessarsi dell'elettorato di Forza Italia, accusando Berlusconi di essere diventato «estremista». Fin da subito, nel 1994 con Mario Segni, poi Lamberto Dini, quindi Mario Monti nel 2013, Angelino Alfano subito dopo e oggi il cosiddetto Terzo polo. Ed evochiamo le celebri poesie epitaffio di Edgard Lee Masters, perché, nonostante tutti i personaggi citati siano ancora in vita (che auguriamo lunghissima), il tentativo di sostituire Berlusconi si è tradotto in una loro, più o meno immediata, morte politica. Sarà lo stesso destino di Calenda? Ve ne sono tutti i presupposti. Costoro hanno sempre sottovalutato, oltre che Berlusconi, dato per finito già nel 1995, l'antropologia politica che egli ha incarnato e incarna. Un moderatismo in continuità con quello della Dc ma assai più inquieto, irregolare, staremmo per dire «anarcoide». Come pochi leader nella storia d'Italia, il Cavaliere è riuscito a tenere sul medesimo busto i due volti storici dei ceti medi italiani: quello «moderato» e quella che Gramsci chiamava ««sovversivo». Certo, i numeri di Forza Italia, stando ai sondaggi, non sono più quelli di vent'anni fa, anche perché sono mutati sociologicamente i ceti medi. Ma il principio dell'incarnazione carismatica tra Berlusconi e il suo popolo è rimasto il medesimo. Per questo i tentativi di soppiantarlo con argomentazioni politicistiche, più o meno fondate, non sono mai riusciti. E sarà molto difficile che riusciranno alla Cosina terzopolista, nata da un'operazione di vertice per salvare la mobilia di Calenda e di Renzi, una Cosina bella neanche tanto ma sicuramente senz'anima. Certo che poi, i centristi del passato e del presente hanno anche adottato strategie suicide: per cominciare, pensavano di soppiantare Berlusconi nel cuore del suo elettorato, riempiendolo di insulti. Come sta facendo la Cosina, che fin da subito, si è schierata più contro il centro destra che contro Letta, ma che ieri ha toccato il culmine, con Calenda a pretendere che Berlusconi non si candidi perché non più lucido... Dare dello squilibrato, oltre che del para golpista, al leader storico degli elettori a cui ti rivolgi non la definiremmo una tattica pagante. In più, rispetto ai tentativi centristi del passato, questo attuale appare ancora più ardito, perché incarnato in larga parte da dirigenti progressisti. Ma perché elettori moderati dovrebbero tradire Berlusconi per votare esponenti di sinistra scopertisi liberali in età matura? L'impressione è che il club della Spoon River centrista si allargherà presto a nuovi soci.

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